Due episodi distinti tra Gossolengo e Pontenure: vittime raggirate con telefonate allarmistiche, gioielli e denaro consegnati a falsi incaricati.
Due truffe, due vittime raggirate con il falso allarme di gravi vicende familiari o giudiziarie, tre persone denunciate in stato di libertà. È il bilancio delle indagini condotte dai carabinieri di Bobbio e Pontenure, che hanno ricostruito due distinti episodi denunciati dalle vittime e individuato i presunti responsabili.
Il primo episodio
Il primo caso risale al 30 gennaio 2026, quando, intorno alle 18:00, una 89enne, vedova e pensionata, residente a Rolleri di Gossolengo, riceveva la telefonata di un sedicente poliziotto.
L’uomo le riferiva di un grave evento che avrebbe coinvolto il figlio e chiedeva una somma di denaro. Non disponendo dell’importo richiesto, l’anziana riferiva di avere dell’oro. Poco dopo, presso la sua abitazione, si presentavano due individui che riuscivano a farsi consegnare 1.500 euro in contanti e diversi monili in oro.
La denuncia veniva raccolta alla Stazione Carabinieri di Rivergaro e, al termine degli accertamenti conclusi alcuni giorni fa, veniva denunciato un 52enne residente in provincia di Napoli.
Il secondo episodio
Il secondo episodio è stato ricostruito dai carabinieri della Stazione di Pontenure e risale a dicembre 2025.
La vittima, una 38enne residente a Pontenure, veniva contattata da persone che si qualificavano come appartenenti alle Forze di Polizia. Con il pretesto di una rapina nella quale sarebbe stata utilizzata un’autovettura di proprietà della donna, i truffatori riuscivano a farle consegnare gioielli e monili in oro a un complice presentatosi presso la sua abitazione.
Gli accertamenti, conclusi il 18 maggio 2026, hanno portato alla denuncia in stato di libertà di due persone: un 25enne residente in provincia di Salerno e un 59enne residente in provincia di Novara. Nel corso delle indagini è emerso anche il presunto utilizzo di documenti contraffatti per l’apertura di un contratto telefonico di utenza cellulare.
Il modus operandi
Secondo quanto ricostruito, il copione utilizzato era sempre lo stesso: una telefonata improvvisa, la falsa qualifica di appartenente alle Forze dell’Ordine, il riferimento a un familiare coinvolto in una grave situazione o a un fatto di polizia inesistente, quindi la richiesta urgente di denaro o preziosi.
L’invito è quello di prestare la massima attenzione: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede telefonicamente denaro, oro o gioielli. In caso di dubbi, occorre interrompere subito la comunicazione e chiamare il numero unico d’emergenza 1-1-2.
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