Sono terminate le indagini a carico del professor Emanuele Michieletti: avrà venti giorni di tempo per presentare memorie e decidere se farsi interrogare o meno. Parliamo dell’ex primario di Radiologia, arrestato nel maggio 2025 con le accuse di violenza sessuale e stalking aggravate dall’abuso di potere.
Secondo gli investigatori avrebbe abusato di otto colleghe. Già un anno fa la telecamera nascosta nel bocchettone dell’aria condizionata aveva ripreso “32 violenze sessuali in 45 giorni”. Nel quadro probatorio ci sono anche le intercettazioni che per l’accusa sarebbero la prova del quadro accusatorio.
La questura, al momento dell’arresto, aveva evidenziato un clima di paura: “Le vittime, in stato di soggezione ed con il timore di eventuali conseguenze pregiudizievoli, a livello lavorativo o familiare, se si fossero opposte, subivano quotidiani abusi sessuali”, scrivevano gli inquirenti.
LA NOTA DELL’ORDINE DEI MEDICI
In merito alla vicenda che riguarda il Dottor Emanuele Michieletti, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Piacenza precisa quanto segue.
Si sono chiuse le indagini istruttorie penali a carico del medico e sarà eventualmente un processo penale a verificare la sua responsabilità rispetto alle accuse che gli vengono contestate.
In questa fase, per legge, i provvedimenti dell’Ordine della sospensione o meno dall’esercizio della professione vengono adottati in via speculare e dipendente rispetto ai provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria.
In questo senso, nel maggio 2025, preso atto delle evidenze e dei richiesti riscontri confermativi circa l’adozione delle misure cautelari riportate dalla cronaca giornalistica, il Consiglio Direttivo ha deliberato di sospendere il Dottor Michieletti dall’esercizio della professione, provvedimento successivamente revocato a seguito della revoca della misura cautelare nei confronti del professionista.
Provvedimenti – sottolineiamo – che risultano collegati e dipendenti da quelli dell’autorità giudiziaria.
Non è costume dell’Ordine giudicare un proprio iscritto prima che le responsabilità siano accertate dalla magistratura, soprattutto in situazioni di tali gravità.
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