La rabbia degli esercenti: “Chiusi ancora per un mese? Non ce la faremo. Manifestare non serve più a niente, ci vuole il pugno duro” – AUDIO

Momento pesantissimo per i locali

“Le manifestazioni non servono più perché ormai non ci crede più nessuno: né i colleghi, né le persone comuni. Arrivare a fine aprile con queste chiusure è assurdo, già 60 o 70 attività hanno chiuso. Io ho preso 2 mila euro di ristori, cosa ci faccio con questi soldi?”. Lo sconforto degli esercenti è palpabile nelle parole di Rachele Tizzoni, titolare del bar I Portici di Piacenza. Tizzoni è intervenuta alla conferenza stampa che Confesercenti ha indetto per fare il punto sulla situazione, una situazione drammatica alla luce del nuovo decreto emanato dal governo Draghi.

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“L’unione non fa la forza, in un anno lo abbiamo capito. Dobbiamo lottare con un pugno un po’ più forte, altrimenti non andiamo da nessuna parte. Io sono stata la prima, insieme a Confesercenti, a incontrare il prefetto: ottenere zero da un prefetto che invece dice di aver fatto il massimo è stato deprimente. O apriamo tutto oppure c’è poco da lamentarsi, basta”.

Sulla stessa linea Luisella Rossi, del Cavaliere Nero. “Non possiamo andare avanti così e ancora un mese in questa situazione non possiamo farcela. Ho deciso di aprire per l’asporto ma serve a poco, ha più una valenza psicologica, giusto per non restare a casa con le mani in mano”.

“L’asporto è una goccia nell’oceano”, conferma Fabrizio Samuelli, vicedirettore di Confesercenti.

“I guadagni stanno a zero, ma le bollette e gli affitti rimangono: il conto in banca si asciuga”.

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