Subito idee concrete al primo giorno di Fol in Fest in Alta Val Tidone: “Per salvare la montagna servono internet, servizi e una collaborazione proficua con la città” – FOTO e VIDEO

Collegamento a internet e un rapporto fruttuoso con la città. E’ così che si valorizzano i piccoli borghi. E’ l’idea emersa nel corso del primo incontro organizzato in seno al Fol in Fest, nel contesto della prima tappa in Alta Val Tidone. Nello specifico nella frazione di Vallerenzo si sono incontrati Mauro Felicori, assessore regionale alla cultura e al paesaggio, Marco Bussone, presidente dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani, Filippo Barbera, co-autore e curatore del volume Contro i borghi (Donzelli Editore), titolo che ha dato anche il nome al convegno. A coordinare la tavola rotonda Paolo Verri, curatore del festival. In platea anche il sindaco di Alta Val Tidone, Franco Albertini, e i primi cittadini dei comuni che ospiteranno le prossime tappe: Paolo Calestani, primo cittadino di Morfasso, Maria Lucia Girometta, vicesindaco di Ottone, e Carlotta Oppizzi, sindaco di Ferriere.

blank

“Il titolo, Contro i Borghi, è provocatorio certamente – spiega Barbera – perché il tema è la separazione tra borghi e paesi, una separazione artificiale, nefasta, sbagliata e da superare. Perché i borghi sono paesi senza comunità, senza relazioni funzionali: è una narrazione figlia di un sogno urbano in crisi. Un sogno urbano che vede nel piccolo borghismo una valvola di sfogo, una fuga, ma che resta un sogno “di borghi per borghesi”, che si dimentica degli abitanti dei luoghi a favore di un uso consumistico e della globalizzazione del tipico. Questa narrazione oscura il policentrismo, cioè la diversità dei territori, che è molto più ampia della dicotomia città – natura: una dicotomia che non rende giustizia della diversità del nostro paese”.

Tanti comuni sono tante eccellenze, ma devono saper lavorare insieme alle aree urbane”, commenta Bussone, “ci deve essere uno scambio che vede le città in uno scambio con le valli che sia proficuo e non soltanto di facciata e ideologico. Però bisogna superare i campanili e su questo dobbiamo fare un grande lavoro con i sindaci, un lavoro culturale prima ancora che politico e istituzionale. All’ombra del proprio campanile non ci si salva, e non ci si salva mai da soli: ci si salva insieme, definendo dei percorsi di territorio, definendo insieme cosa fare di prati e boschi, decidendo insieme cosa fare del piano urbanistico, cosa fare dei paesi. Il Paese si salva ripartendo dai paesi, è scritto anche in una legge, la 158, bisogna dargli corpo. Un festival come questo, un incontro come quello di stasera rappresenta un passo importante”.

“Ci sono paesi che hanno moltiplicato i propri abitanti e il valore delle proprie abitazioni in pochi anni. Questo perché sindaci lungimiranti hanno deciso di rendere i propri territori facilmente vivibili: e tutto parte dalla comunicazione, quindi dalla fibra”. Ne è convinto l’assessore Felicori.

Per far risorgere la montagna occorre una strategia più profonda, basata sul concetto che si può vivere in montagna con gli stessi standard della vita cittadina ma con i vantaggi che solo la vita di montagna offre. Da questo punto di vista la fibra è molto importante perché cancella la distanza e bisogna accelerare in questo ambito. Servono poi servizi sanitari, i trasporti pubblici: ma finalmente ora la montagna è al centro dell’attenzione. La Regione si sta impegnando molto: questo provvedimento con cui aiutiamo le giovani coppie a trasferirsi in montagna sta andando molto bene e questo significa che la domanda c’è, va solo assecondata, aiutata e organizzata”.

Radio Sound

Radio Sound, il Ritmo che Piace, il Ritmo di Piacenza

blank blank App Galley blank