Chiappa (Confcommercio): “Fiducia e consumi in crescita, onda di ripresa che Piacenza non deve farsi sfuggire”

Coronavirus, altra grande crescita delle vendite e-commerce

“L’Italia sembrerebbe muoversi, sia pure a piccoli passi, e Piacenza non deve lasciarsi sfuggire quest’onda di una ripresa ancora fragile ma concreta”. È questa la chiave di lettura che il presidente provinciale di Confcommercio Piacenza, Raffaele Chiappa, offre davanti all’ultimo studio congiunturale dell’Ufficio studi della confederazione, che per il 2026 parla di Pil in crescita intorno allo 0,9%, inflazione in rientro e primi segnali di risveglio dei consumi nella parte finale del 2025.​

“Questi numeri non raccontano un boom – osserva Chiappa – ma dicono che il clima sta cambiando: famiglie e imprese tornano a respirare un po’ di più. Il punto è capire se Piacenza saprà trasformare questi segnali in lavoro, investimenti e vitalità per il nostro tessuto commerciale”.

L’analisi di Confcommercio evidenzia come, dopo mesi di incertezza, l’inflazione abbia smesso di essere un freno strutturale: per gennaio 2026 la stima tendenziale è allo 0,7%, in calo rispetto all’1,2% di dicembre, mentre il reddito disponibile reale delle famiglie supera i livelli pre‑pandemia con un +4,6% nei primi tre trimestri del 2025 rispetto al 2019. I consumi reali restano più lenti (+1,2% sul 2019), ma cambiano passo nell’ultima parte del 2025, trainati soprattutto dai periodi di maggiore propensione alla spesa come Black Friday, Natale, Immacolata e saldi.​

“Il messaggio che ci arriva da Roma – commenta Chiappa – è che l’economia si sta rimettendo in moto grazie a una combinazione di prezzi più sotto controllo, redditi un po’ più robusti e fiducia che gradualmente risale. A Piacenza questo si traduce in qualche scontrino in più, locali meno vuoti e una maggiore disponibilità delle famiglie a rimettersi in gioco, ma non possiamo ignorare le difficoltà di chi ancora non vede questi miglioramenti nel proprio bilancio”.

L’analisi nazionale parla di un rafforzamento della domanda interna nell’ultimo trimestre 2025 (+0,5% tendenziale, con novembre a +0,6% e dicembre a +1%), sostenuta anche da un aumento delle presenze turistiche dell’1,6% nel bimestre ottobre‑novembre. È un quadro che, pur con le dovute differenze, trova riscontri anche sul territorio.​

“Nella nostra provincia – sottolinea il presidente di Confcommercio – i segnali più positivi arrivano dalle aree a maggiore vocazione commerciale e turistica: nei weekend clou di fine anno abbiamo visto più movimento, paesi e città che tornano a vivere le proprie vie e piazze, soprattutto quando ci sono eventi che risultano attrattivi. Non tutte le attività sono nella stessa situazione e c’è chi opera in settori ancora sotto pressione, vivendo una ripresa molto più lenta”.

Secondo Confcommercio, a cambiare è soprattutto il clima di fiducia: l’indicatore delle imprese cresce di circa 3 punti in quattro mesi, mentre per le famiglie si registra un +1,7% a dicembre su novembre, con intenzioni di spesa in aumento rispetto al 2024 e alla prima parte del 2025. “Questo vale anche per la nostra provincia – aggiunge Chiappa – dove notiamo una minore paura del futuro e una maggiore voglia di programmare, dalle ristrutturazioni ai piccoli investimenti nei negozi, fino ai progetti di ricambio generazionale”.

Lo studio segnala, a livello nazionale, una progressiva “terziarizzazione” della spesa, con una crescita marcata per tempo libero, cultura, servizi alla persona e hi‑tech, mentre il turismo conferma un ruolo di traino.​

“Piacenza – ricorda Chiappa – ha tutte le carte in regola per intercettare questa tendenza: è una città di passaggio ma anche di destinazione, con un patrimonio storico‑artistico, enogastronomico, di eventi e di cammini di spiritualità (come la via Francigena) che può far crescere i flussi verso il commercio, i pubblici esercizi e i servizi. Però questa opportunità va organizzata: servono politiche che mettano al centro – in maniera più incisiva – il commercio di vicinato, che valorizzino le vie dello shopping piacentino, che tengano insieme mobilità, parcheggi, sicurezza e decoro urbano. I numeri della ripresa non devono restare confinati nei grandi poli o nelle piattaforme online”.

Chiappa richiama anche la situazione dei quartieri e dei comuni della provincia: “I negozi sotto casa sono un presidio economico e sociale insostituibile, sia in città sia nei centri minori. Se vogliamo che la fiducia si traduca in sviluppo diffuso, vanno aiutati ad innovare, a digitalizzarsi, ad accedere al credito per investire. Senza una rete di prossimità viva, la ripresa rischia di rimanere a metà”.

In linea con le indicazioni del presidente nazionale Sangalli, Confcommercio Piacenza individua tre assi di intervento per “rendere più robusta” la crescita: riduzione delle tasse su famiglie e imprese, semplificazione della burocrazia e migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro.​

“Per le imprese piacentine – spiega il presidente Chiappa – questo si traduce in una richiesta molto semplice: meno costi fissi, meno carte, più tempo ed energie da dedicare ai clienti e allo sviluppo dell’attività. Ogni adempimento in meno è un margine in più per investire, assumere, innovare. E ogni punto di pressione fiscale che si alleggerisce sulle famiglie si trasforma in capacità di spesa aggiuntiva, che può ricadere sui nostri negozi, bar, ristoranti e servizi”.

Il presidente provinciale insiste anche sul tema del lavoro: “Piacenza ha bisogno di trattenere e attrarre giovani, e di valorizzare il contributo delle donne in tutti i comparti del terziario. Senza competenze e senza ricambio generazionale, la ripresa rischia di fermarsi ai numeri dei report e di non diventare una vera trasformazione del tessuto economico”.

Le stime di Confcommercio per il 2026 parlano di uno scenario “moderatamente ottimistico”, a condizione che i consumi continuino a rafforzarsi e che il clima di fiducia non venga incrinato da nuovi shock.​

“Come sistema Confcommercio Piacenza – conclude Raffaele Chiappa – siamo pronti a fare la nostra parte al fianco delle imprese, ma chiediamo che tutta la comunità locale faccia squadra: istituzioni, mondo bancario, associazioni, cittadinanza. Abbiamo davanti un’occasione per consolidare una ripresa che non è scontata: dipende da quanto saremo capaci di alleggerire i carichi su chi lavora, di sostenere il commercio di vicinato e di rendere Piacenza sempre più attrattiva per chi vuole vivere, investire e fare impresa qui”.

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