Guerra tra bande e accoltellamenti per la gestione dello spaccio, arrestato 26enne: “Leader della fazione tunisina”

La Squadra Mobile della Questura di Piacenza ha condotto in carcere un cittadino tunisino classe 1990, condannato in via definitiva a quattro anni, otto mesi e venti giorni di reclusione per tentato omicidio e porto di armi, in seguito ai gravi fatti occorsi a Piacenza tra il 2024 ed il 2025 nell’ambito della nota faida tra spacciatori, condotta da bande rivali che si accoltellavano a vicenda per il predominio dello spaccio in città.

La faida tra bande

Il condannato è l’indubbio leader della fazione dei pusher di origine tunisina, che aveva portato avanti una serie di gravi accoltellamenti nei confronti della principale banda rivale, formata da cittadini principalmente di origine egiziana, che avevano reagito colpo su colpo. La sua banda aveva come punto di ritrovo una barberia sita in via Emilia Pavese, gestita da lui e dal fratello.

Le denunce e i sequestri di droga e armi

L’attività investigativa condotta dalla locale Squadra Mobile ha analizzato la scia di accoltellamenti occorsi principalmente in centro tra le bande rivali, concludendo le ostilità attraverso i seguenti provvedimenti: 11 soggetti arrestati, 30 soggetti complessivamente deferiti all’A.G., 12 perquisizioni delegate eseguite, 14 armi da taglio sequestrate, 789 g di sostanze stupefacenti sequestrate (cocaina, hashish, oppiacei, benzodiazepine), 1 misura cautelare reale concessa (sequestro pagine web di un trapper piacentino indagato per istigazione a delinquere).

L’aggressione del luglio 2024

Uno dei più gravi fatti era accaduto a luglio 2024, allorquando l’odierno arrestato in pieno centro aveva colpito un ragazzo di origine egiziana con un fendente al petto, che solo fortuitamente non ledeva organi vitali.

Il ferito era stato trasportato in ospedale, e ricoverato in prognosi riservata. Operato d’urgenza, veniva poi giudicato guaribile in 30 giorni.

All’arrivo delle Volanti sul luogo dell’ultima lite, allertate dai passanti, tutti i contendenti, eccetto il ferito, si erano già dati alla fuga, lasciando sul posto una lama e diverse tracce di sangue.

Le indagini

Veniva quindi avviata un’attività investigativa per identificare le fazioni contrapposte, anche attraverso l’immediata analisi dei filmati di videosorveglianza e delle fonti aperte, nel corso della quale veniva anche individuato un post sui social network in cui il gruppo dell’accoltellatore “festeggiava” l’aggressione appena compiuta.

Attraverso la descrizione fornita dalla persona offesa, era possibile identificare attraverso un particolare tatuaggio l’autore dell’accoltellamento, noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti, che all’esito degli accertamenti veniva tratto in arresto nella mattinata del 17 dicembre 2024 e tradotto in carcere. Dopo diversi mesi di detenzione carceraria, veniva avviato agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, con il costante monitoraggio delle forze dell’ordine per verificare che non si allontanasse da casa.

Il soggetto, gravato da numerosi precedenti penali e di polizia, su proposta del Questore di Piacenza ha ricevuto anche l’irrogazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, misura di prevenzione irrogata dal Tribunale di Bologna, pertanto al termine del periodo detentivo, all’indagato sarà applicata per 18 mesi la sorveglianza speciale, con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.

Inoltre, l’Ufficio Immigrazione della Questura, vista la grave pericolosità sociale dimostrata, ha disposto il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno a carico dell’uomo, avviando le pratiche per il rimpatrio nel Paese di origine a fine pena.

Il soggetto è stato ammesso al beneficio della semilibertà, e potrà quindi lavorare all’esterno del carcere per garantire il sostentamento alla famiglia, ma non potrà più lavorare per la barberia incriminata.

Su istruttoria della Questura, la Prefettura di Piacenza ha infatti chiesto ed ottenuto che il Comune revocasse la licenza del locale per motivi di pubblica sicurezza, e la barberia ha terminato qualunque attività.

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