Fol in Fest, a Ferriere con Emiliano Cribari: un viaggio tra fotografia, poesia e cammino per imparare a guardare il mondo

Una giornata per rallentare, osservare, ascoltare e riscoprire il valore dello sguardo. È l’esperienza che Emiliano Cribari, scrittore e fotografo, ha proposto ai partecipanti del Fol in Fest – Il Festival della Montagna, trasformando Ferriere in un laboratorio a cielo aperto dove fotografia, letteratura e natura si sono intrecciate in un percorso di profonda intensità emotiva.

Il laboratorio fotografico

La mattinata è stata dedicata a un originale laboratorio fotografico che ha superato i tradizionali aspetti tecnici per diventare un autentico laboratorio dello sguardo. Al centro dell’incontro non c’erano le impostazioni della macchina fotografica, ma il significato stesso del fotografare, in un’epoca in cui milioni di immagini vengono prodotte ogni giorno senza un reale tempo di osservazione.

«Abbiamo parlato poco di tecnica e molto di sentimenti – ha raccontato Cribari –. Oggi si fotografa tantissimo, quasi senza chiedersi da dove nasca questo gesto. Abbiamo cercato di restituire alla fotografia il suo valore più autentico, rendendola un momento prezioso di relazione tra chi fotografa e ciò che osserva, che sia una persona o un paesaggio.»

Una riflessione sul valore della lentezza

Attraverso riferimenti alla letteratura, alla poesia e alla grande fotografia d’autore, i partecipanti sono stati accompagnati in una riflessione sul valore della lentezza, dell’attenzione e della presenza, imparando a cercare non semplicemente una fotografia bella, ma un’immagine capace di custodire un significato.

«Abbiamo cercato di tornare a fare fotografie amorose, delle vere e proprie carezze al mondo. L’obiettivo non è portare a casa soltanto una bella immagine, ma una fotografia profonda, che continui a vivere anche quando la si riguarda insieme agli appunti, alle parole e alle emozioni che l’hanno accompagnata.»

L’esperienza si è sviluppata anche sul rapporto tra fotografia e scrittura, invitando i partecipanti ad accompagnare gli scatti con annotazioni, riflessioni e testi poetici, trasformando ogni cammino in un racconto personale.

Il Monte Crociglia

Nel pomeriggio il percorso è proseguito lungo i sentieri del Monte Crociglia con una suggestiva passeggiata letteraria. La fotografia ha continuato a fare da filo conduttore attraverso parole capaci di evocare immagini, grazie alla lettura di testi scelti dallo stesso Cribari, tra cui pagine tratte dal suo ultimo lavoro, I Diari del Libraio Errante.

«I brani che abbiamo letto erano testi molto visivi, quasi delle Polaroid costruite con le parole. È un modo per proseguire, attraverso la letteratura, il lavoro iniziato con la fotografia durante la mattina.»

Ad accompagnare il gruppo anche la guida ambientale Giacomo, che ha arricchito il cammino con racconti dedicati al territorio, alla sua storia e alle sue peculiarità naturalistiche. Un dialogo continuo tra paesaggio reale e paesaggio interiore, che ha reso la giornata una delle esperienze più coinvolgenti del programma del festival.

L’iniziativa ha confermato la vocazione del Fol in Fest a proporre appuntamenti capaci di coniugare cultura, natura e crescita personale, offrendo ai partecipanti occasioni per vivere la montagna non solo come luogo da attraversare, ma come spazio in cui ritrovare il tempo dell’ascolto, dell’osservazione e della relazione con il mondo.

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