Prosegue la vertenza sindacale al sito Sogin di Caorso, i sindacati: ok al dialogo, ma ci sono problemi che non possono essere ignorati

Prosegue la vertenza sindacale al sito Sogin di Caorso, i sindacati: ok al dialogo, ma ci sono problemi che non possono essere ignorati

Prosegue la vertenza sindacale presso il sito Sogin di Caorso. Dopo la prima proclamazione dello sciopero delle prestazioni di lavoro straordinario, in vigore dal 16 giugno al 15 luglio scorsi, FLAEI CISL e UILTEC UIL di Piacenza hanno annunciato una nuova astensione da queste prestazioni, che si terrà dal 3 agosto al 2 settembre 2026.

La decisione arriva all’indomani dell’incontro nazionale tra Sogin e le Organizzazioni Sindacali, tenutosi lo scorso 21 luglio, a cui non ha inteso partecipare unitariamente la FILCTEM CGIL, che ha scelto di non proseguire la mobilitazione. FLAEI CISL e UILTEC UIL, invece, hanno deciso di andare avanti, dopo aver atteso, sottolineano, con senso di responsabilità l’esito del confronto nazionale, nella speranza che si aprisse un dialogo fattivo con l’azienda.

“Abbiamo cercato fino all’ultimo la strada del confronto, sospendendo ogni decisione sulla prosecuzione della mobilitazione proprio per attendere l’esito dell’incontro nazionale”, spiega Sergio Cervo, della segreteria FLAEI CISL di Piacenza. “Purtroppo, per quanto riguarda il sito di Caorso, da quel confronto non sono emersi elementi in grado di superare le ragioni che hanno dato origine alla vertenza”.

Al centro della disputa, secondo i sindacati, resta la valutazione che l’azienda dà della situazione dell’impianto piacentino. Durante l’incontro nazionale, infatti, Sogin ha ribadito che a Caorso non sussisterebbero particolari criticità organizzative né problemi legati alla sicurezza. Una posizione che FLAEI CISL e UILTEC UIL giudicano non coerente con la realtà vissuta quotidianamente dai lavoratori. A dimostrarlo, secondo i sindacati, sarebbe un fatto certo: proprio l’apertura della vertenza avrebbe indotto l’azienda a non dare seguito alla modifica di una procedura ritenuta di fondamentale importanza per la gestione della sicurezza dell’impianto, a conferma, sottolineano i rappresentanti sindacali, che le criticità sollevate non sono “semplici percezioni o valutazioni soggettive”.

“Il problema, oggi, non è soltanto l’esistenza di queste criticità, ma l’impossibilità di affrontarle se l’azienda continua a negarne l’esistenza”, aggiunge Cervo. Le motivazioni alla base della mobilitazione restano dunque tutte attuali: il mancato rispetto degli accordi sulle classificazioni, le criticità organizzative, i profili di sicurezza, l’utilizzo strutturale del lavoro straordinario, l’attribuzione di responsabilità non coerenti con gli inquadramenti, la valorizzazione professionale e il progressivo deterioramento delle relazioni industriali nel sito.

Da qui la nuova proclamazione, comunicata anche a Prefettura di Piacenza, Comune di Caorso, Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e Ispettorato territoriale del lavoro, nel rispetto della legge 146/1990 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e dell’accordo nazionale del settore elettrico del 2013. “Non si tratta di una scelta pregiudiziale, precisa Cervo, ma della naturale conseguenza del mancato avanzamento del confronto. La nostra disponibilità ad avviare in qualsiasi momento un confronto serio, concreto e rispettoso resta piena: l’obiettivo è raggiungere un accordo, non alimentare il conflitto”.

I sindacati avvertono tuttavia che, qualora l’atteggiamento dell’azienda non dovesse cambiare, valuteranno ulteriori iniziative, compreso il coinvolgimento delle istituzioni competenti, per richiamare l’attenzione sulla situazione del sito della centrale nucleare. Una vertenza, ricordano FLAEI CISL e UILTEC UIL, che non riguarda soltanto aspetti economici, ma temi centrali come la sicurezza, l’organizzazione del lavoro e la qualità delle relazioni industriali, con ricadute dirette sul futuro dell’impianto.

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