Arresto cardiaco davanti a casa, la moglie corre a prendere il defibrillatore e fa ripartire il suo cuore: “Non abbiate timore di usare il DAE, chiunque può salvare una vita”

Arresto cardiaco davanti a casa, la moglie lo salva col defibrillatore

È uscito di casa insieme alla moglie, è salito in macchina e, pochi istanti dopo essere partito, è stato colpito da un arresto cardiaco. A salvarlo è stata proprio la moglie, che ha avuto la prontezza di prendere il defibrillatore DAE presente davanti a casa e utilizzarlo immediatamente. La donna, Giusy Gualla, è volontaria di Anpas (come il marito stesso), e in quel momento non ha avuto alcun dubbio su come comportarsi.

È accaduto questa mattina in via Campi. Quando l’uomo ha perso improvvisamente conoscenza, la moglie è scesa dalla vettura, ha recuperato il DAE che si trovava nelle immediate vicinanze e ha iniziato le manovre di soccorso. Dopo averlo portato fuori dall’auto, ha applicato gli elettrodi e seguito le indicazioni vocali dell’apparecchio, che ha erogato la scarica.

Un intervento tempestivo che ha fatto la differenza: l’uomo è stato successivamente affidato ai sanitari ed è arrivato sveglio in ospedale dopo l’arresto cardiaco.

“Questa è un’importante dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto sia fondamentale avere un defibrillatore a disposizione, in questo caso proprio sotto casa, per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco. Ringrazio la moglie, che è anche un’amica, per la grande prontezza con cui ha agito. È stata proprio lei a volere fortemente l’installazione del defibrillatore sotto casa: una scelta che oggi si è rivelata di grande lungimiranza, non solo per suo marito, ma per il bene e la sicurezza di tutto il vicinato“, commenta la dottoressa Daniela Aschieri, Direttore Scientifico di Progetto Vita.

Il DAE, facile da usare e senza rischi

L’episodio dimostra concretamente quanto la presenza di un defibrillatore accessibile possa essere decisiva e quanto sia semplice utilizzare un DAE in una situazione di emergenza.

Il defibrillatore semiautomatico, infatti, guida passo dopo passo chi presta soccorso e analizza autonomamente il ritmo cardiaco. Non è la persona a decidere se erogare la scarica: è il DAE a stabilire se lo shock è indicato e a consentirlo solamente quando rileva un ritmo defibrillabile.

Per questo, davanti a una persona che perde improvvisamente conoscenza e non respira normalmente, non bisogna avere paura di intervenire.

Questa mattina, in via Campi, un defibrillatore a pochi metri da casa e la decisione di una persona di utilizzarlo immediatamente hanno contribuito a trasformare un arresto cardiaco in una storia con un esito che poteva essere molto diverso.

Il DAE può essere usato da chiunque. E quando ogni minuto conta, averne uno vicino e non avere paura di usarlo può salvare una vita.

LE PAROLE DI PAOLO REBECCHI E ALESSANDRA GRANA DI ANPAS E CROCE BIANCA

Una mattina come tante può, in pochi istanti, cambiare tutto. Ci sono eventi che non possiamo prevedere. Ma ci sono scelte che possiamo fare prima che accadano: formarci, imparare a riconoscere un’emergenza, sapere come intervenire e non avere paura di utilizzare un defibrillatore.

La mattina del 12 settembre, questa cultura ha fatto la differenza. Una differenza enorme: quella tra perdere una vita e poterla salvare.

Mauro Prati è stato colpito improvvisamente da un arresto cardiaco. Accanto a lui c’era sua moglie, Giusy Gualla. Entrambi sono volontari ANPAS della Pubblica Assistenza Croce Bianca di Piacenza, pur non svolgendo abitualmente attività di soccorso sanitario.

Giusy, però, sapeva cosa fare.

Arresto cardiaco davanti a casa, la moglie lo salva col defibrillatore

Con lucidità e determinazione, insieme a un vicino di casa ha soccorso Mauro, ha recuperato rapidamente un DAE presente nelle vicinanze, lo ha applicato e ha seguito le indicazioni del dispositivo, continuando le manovre di rianimazione.

Pochi minuti dopo, Mauro ha ripreso a respirare.

Nel frattempo sono arrivati la Polizia Locale, l’autoinfermieristica del 118 e un’ambulanza ANPAS della Pubblica Assistenza Croce Bianca. La macchina dei soccorsi ha proseguito quanto era già cominciato nei primissimi, decisivi minuti.

Questa storia ci ricorda perché, come ANPAS, crediamo così fortemente nella formazione alla rianimazione cardiopolmonare e alla defibrillazione precoce anche per i volontari che non operano direttamente nel soccorso sanitario.

Ed è la stessa cultura che a Piacenza viene promossa da anni insieme a Progetto Vita, esperienza pionieristica nella diffusione della defibrillazione precoce, nata grazie all’intuizione del professor Alessandro Capucci e della dottoressa Daniela Aschieri.

Possiamo dire che, quella mattina, molte circostanze favorevoli si siano incontrate: le persone giuste, un DAE disponibile, i soccorsi rapidamente attivati.

Ma non è stata soltanto fortuna. È stata formazione. È stata cultura dell’emergenza. È stata la presenza di un defibrillatore accessibile. È stata la scelta di intervenire. Un DAE non salva una vita da solo. A salvarla è una comunità preparata a usarlo. E questa mattina, quella comunità aveva il volto di Giusy. A Mauro e Giusy va l’abbraccio di tutta ANPAS.

Un grazie di cuore al personale in Servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza, che con umanità e professionalità ha gestito magistralmente l’arrivo del paziente; grazie agli amici del 118 arrivati in supporto alla nostra ambulanza e grazie ancora anche alla polizia locale intervenuta in tempi brevissimi

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Ascolta Radio Sound

Radio Sound Logo
Seleziona il canale...
 
Cover