«Le notizie emerse in questi giorni sull’AUSL di Piacenza e sui procedimenti disciplinari rendono opportuno fare chiarezza, partendo però dai documenti e distinguendo nettamente le vicende individuali dal funzionamento dell’organizzazione aziendale. Per questo ho presentato una richiesta di accesso agli atti».
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sulle notizie riguardanti l’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari dell’AUSL di Piacenza.
LA NOTA DI TAGLIAFERRI
L’iniziativa è finalizzata a ricostruire gli atti relativi alla composizione dell’UPD, alle nomine dei suoi componenti, alle modifiche intervenute, ai criteri adottati e all’attività complessivamente svolta, acquisendo inoltre dati aggregati sull’andamento dei procedimenti disciplinari.
«Voglio essere molto chiaro – precisa Tagliaferri –: non intendo entrare nel merito di alcun procedimento individuale, né esprimere giudizi sulle persone coinvolte. Sarebbe improprio farlo e non è questo l’obiettivo dell’iniziativa. Il punto riguarda invece il funzionamento di un organismo particolarmente delicato all’interno di un’Azienda sanitaria pubblica».
L’accesso chiede quindi la documentazione amministrativa relativa alla costituzione e alle successive modifiche dell’Ufficio, ai requisiti e ai criteri utilizzati per l’individuazione dei componenti e alle eventuali sostituzioni o cessazioni intervenute.
Tagliaferri richiede inoltre, nel pieno rispetto della riservatezza dei dipendenti, esclusivamente dati aggregati sull’attività dell’UPD nel periodo considerato: numero dei procedimenti avviati e conclusi, tipologia complessiva degli esiti e delle sanzioni e tempi medi di definizione.
«Quando emergono notizie che riguardano un organismo chiamato ad assumere decisioni così delicate – continua il consigliere regionale – credo che il metodo corretto sia uno solo: evitare processi sommari, da una parte e dall’altra, e verificare gli atti».
«La trasparenza, in questo caso, tutela tutti: l’Azienda, i lavoratori e la stessa credibilità delle procedure. Prima i documenti, poi le valutazioni. È esattamente per questo che ho scelto lo strumento dell’accesso agli atti», conclude Tagliaferri.
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