Polizia penitenziaria, sit-in davanti alla Prefettura: “Sovraffollamento e carenza di personale, agenti costretti a turni di sedici ore: servono agenti e mezzi” – AUDIO

Polizia penitenziaria, sit in davanti alla Prefettura: "Sovraffollamento e carenza di personale, agenti costretti a turni di sedici ore: servono agenti e mezzi" AUDIO

Sovraffollamento, carenza di personale e turni di lavoro sempre più pesanti. Sono i problemi denunciati dalla Polizia penitenziaria nel corso della manifestazione davanti alla Prefettura di Piacenza per richiamare l’attenzione sulla situazione del carcere delle Novate.

A descrivere le condizioni dell’istituto è Gennaro Narducci, segretario regionale USPP, intervenuto durante la protesta. «Siamo qui per protestare per il sovraffollamento che ha raggiunto il carcere delle Novate, con il continuo invio di detenuti», spiega Narducci. Secondo i dati riferiti dal sindacato, nell’istituto si sarebbe arrivati a 620 detenuti, a fronte di una soglia di tollerabilità indicata in 420 unità.

Una situazione che, secondo il rappresentante sindacale, sta creando difficoltà non soltanto agli agenti ma anche alle persone detenute. Narducci denuncia infatti la mancanza di spazi e di dotazioni sufficienti, parlando di carenze che riguarderebbero anche elementi basilari come tavoli, sedie, televisori e, nei momenti di maggiore pressione, persino i posti letto.

Le conseguenze ricadono direttamente sull’organizzazione del lavoro della Polizia penitenziaria. «Abbiamo una carenza di personale del 40-45%», afferma Narducci, secondo il quale in alcuni casi un solo agente si trova a gestire reparti con decine di detenuti. La scarsità di personale comporterebbe inoltre l’accorpamento dei servizi e turni particolarmente lunghi: «Un agente oggi svolge mediamente dalle 12 alle 16 ore lavorative, perché non c’è neanche il cambio turno».

Da qui la richiesta di nuovi agenti e di maggiori risorse per affrontare una situazione che il sindacato considera ormai difficilmente sostenibile. Il problema, sottolinea Narducci, riguarda anche la possibilità di garantire adeguati livelli di controllo all’interno dell’istituto e di contrastare l’introduzione di oggetti non consentiti, come i telefoni cellulari.

Il segretario regionale USPP richiama quindi l’attenzione delle istituzioni e della politica locale, chiedendo interventi sulla situazione piacentina. La mobilitazione, inoltre, non dovrebbe fermarsi alla protesta davanti alla Prefettura: il sindacato ha annunciato l’intenzione di portare le proprie istanze anche presso altre istituzioni.

Sul fronte degli organici, Narducci fa riferimento anche all’arrivo di nuovi allievi previsto con un prossimo corso, pur sottolineando come l’inserimento di personale appena formato richieda tempo ed esperienza, soprattutto in un contesto complesso come quello penitenziario.

Al centro della protesta resta quindi una richiesta precisa: aumentare il personale e mettere a disposizione mezzi adeguati per consentire agli agenti di svolgere il proprio lavoro in condizioni sostenibili e garantire, allo stesso tempo, sicurezza e condizioni dignitose all’interno del carcere.

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