“Sul contrasto alla povertà abbiamo già chiesto alla Regione di non fermarsi alla programmazione e agli stanziamenti, ma di verificare territorialmente i risultati delle politiche messe in campo. Adesso vogliamo fare un passo ulteriore: capire che cosa significa tutto questo concretamente per Piacenza”.
Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere di Fratelli d’Italia nell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, annunciando una richiesta di accesso agli atti sull’andamento delle situazioni di fragilità economica nel Piacentino e sull’attuazione territoriale delle politiche regionali di contrasto alla povertà.
LA NOTA DI TAGLIAFERRI
L’iniziativa arriva dopo la visita dell’assessore regionale Elena Mazzoni alle realtà sociali piacentine e gli elementi emersi nel confronto con chi quotidianamente incontra persone e nuclei familiari in difficoltà.
“La visita dell’assessore – osserva Tagliaferri – ha avuto almeno un merito: riportare l’attenzione su un fenomeno che sta cambiando e che non sempre coincide con le forme tradizionali della marginalità. Ma proprio perché la Regione ha potuto confrontarsi direttamente con il territorio, credo sia arrivato il momento di passare dalla fotografia generale alla verifica puntuale”.
Tagliaferri: “Piacenza non può essere una riga dentro un dato complessivo”
Tagliaferri ricorda come il tema sia già stato affrontato nel confronto sul Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027, chiedendo una lettura territoriale degli interventi e una verifica periodica dei risultati.
“Una politica regionale può essere valutata davvero soltanto quando riusciamo a capire che cosa produce nei singoli territori. Piacenza non può essere semplicemente una riga dentro un dato complessivo dell’Emilia-Romagna. Dobbiamo conoscere l’evoluzione dei bisogni, gli interventi effettivamente attivati, le risorse impiegate e le persone raggiunte”.
Risorse, beneficiari e interventi: cosa chiede l’accesso agli atti
Per questo l’accesso agli atti punta a ricostruire l’andamento degli ultimi anni nella provincia di Piacenza, la distribuzione degli interventi nei diversi distretti, le risorse regionali assegnate e utilizzate, i beneficiari raggiunti e gli indicatori attraverso i quali ne viene misurata l’efficacia.
L’approfondimento riguarda anche le situazioni di povertà estrema e grave marginalità, i progetti sostenuti attraverso la programmazione regionale e gli eventuali elementi raccolti dai servizi e dalle reti territoriali sull’evoluzione dei bisogni.
“Acquisire i numeri per capire se gli strumenti corrispondono alle trasformazioni del territorio”
“Non vogliamo anticipare conclusioni che devono essere sostenute dai numeri – precisa Tagliaferri –. Vogliamo fare esattamente il contrario: acquisire i numeri per capire se gli strumenti messi in campo corrispondano davvero alle trasformazioni che il territorio sta registrando”.
Tagliaferri: “Non basta sapere quanto è stato stanziato”
Per il consigliere di Fratelli d’Italia la verifica piacentina può diventare anche un indicatore dell’efficacia della programmazione regionale: “Se abbiamo un Piano regionale, dobbiamo essere in grado di seguirne il percorso fino all’ultimo miglio. Non basta sapere quanto è stato stanziato: occorre poter verificare dove sono arrivate le risorse, quali interventi hanno sostenuto e quali risultati hanno prodotto”.
“Piacenza può diventare un banco di prova concreto del Piano regionale”
“Per questo – conclude Tagliaferri – Piacenza può diventare un banco di prova concreto del Piano regionale. La solidarietà delle associazioni e del volontariato la vediamo ogni giorno sul territorio; ora vogliamo vedere, con la stessa chiarezza, anche l’impronta lasciata dalle politiche pubbliche”.
Iscriviti per rimanere aggiornato!
Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.
