Per il Piacenza un’altra occasione mancata. Al De Benedetti i biancorossi cedono in volata Gara 1 per 3-1, ma si riscattano in Gara 2 travolgendo gli avversari per 12-5.
Gara 1
Il Piacenza lascia all’Ares Gara 1 commettendo errori già visti nel corso della stagione. In una sfida equilibrata e rimasta a lungo in parità, i biancorossi sprecano diverse occasioni favorevoli e finiscono per cedere al primo vero allungo degli ospiti quando mancavano soltanto due attacchi alla conclusione.
Le statistiche raccontano di un sostanziale equilibrio offensivo: il Piacenza si ferma a 3 valide, ma l’Ares non va oltre le 5, con ben 9 uomini lasciati in base da entrambe le squadre. A fare la differenza sono quindi gli episodi, tutti interpretati in chiave negativa dalla difesa piacentina, responsabile di ciascuno dei punti segnati dagli ospiti. Un peccato, soprattutto considerando le ottime prove dei lanciatori Faini e Solano, che avrebbero meritato miglior sorte.
Quando si fatica a produrre punti, ogni occasione pesa. I biancorossi ne sprecano una importante al quinto inning, quando un doppio gioco spegne una promettente situazione offensiva, e un’altra al sesto, lasciando due uomini in posizione punto. In difesa, invece, gli errori arrivano nei momenti peggiori. In particolare all’ottavo inning, quando sull’1-1 — pareggio firmato da Calderon al sesto con una valida che spinge a casa il punto dell’1-1 — il Piacenza concede ai lombardi i due punti che decidono l’incontro.
Gara 2
Nel pomeriggio il Piacenza cambia completamente volto e travolge un’Ares che puntava alla doppietta per agganciare la vetta della classifica.
Sono gli ospiti a partire meglio, portandosi sul 2-0 già al primo inning. Da quel momento, però, inizia il monologo biancorosso. Tra il terzo e il quarto attacco i padroni di casa costruiscono il successo con un parziale devastante di 10 punti, accompagnato da altrettante valide. A trascinare l’attacco sono soprattutto i quattro tripli firmati da Penaloza, Marelli e Pancini, autore di una doppietta di battute da tre basi.
Con il punteggio fissato sull’11-3 a metà gara, l’Ares perde progressivamente brillantezza e il Piacenza può gestire senza particolari problemi il vantaggio fino al definitivo 12-5, prendendosi una rivincita almeno parziale dopo la beffa della mattinata.
Una prova di forza che, però, rende ancora più amaro il pensiero delle occasioni sprecate in Gara 1. Un limite che continua a frenare i biancorossi e a tenerli lontani dalle posizioni di vertice. Il quarto posto in classifica, in fondo, riflette un’incostanza che sta diventando un tema ricorrente della stagione.
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