Consorzio di Bonifica, al via gli incontri sui territori montani: si parte dalle valli Arda e Chero

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I vertici del Consorzio di Bonifica di Piacenza hanno avviato una serie di incontri sul territorio montano per fare il punto sulle attività effettuate e in corso, e per rinnovare l’impegno dell’ente nella difesa del suolo.

Ha aperto la riunione il presidente del Consorzio di Bonifica Luigi Bisi ribadendo la collaborazione tra gli enti: “Tra il Consorzio e i comuni la sinergia è da sempre molto stretta ed è nostra intenzione rafforzarla per rendere più sicuri e attrattivi i territori. Ci tengo a ringraziare i tecnici dell’ente per l’impegno e la passione con cui lavorano ogni giorno e per il rapporto di collaborazione che hanno costruito nel tempo con i comuni e chi vive sulle nostre montagne”.

Una fase di transizione

Ha poi preso la parola il direttore generale Pierangelo Carbone: “Stiamo attraversando una fase di transizione, dove grazie ai finanziamenti che sono arrivati dai ministeri possiamo rafforzare il territorio di valle sia per quanto riguarda la difesa idraulica sia per la distribuzione irrigua. Nel PNRR però non sono previsti interventi diretti sulla montagna. Rimangono quindi centrali i fondi stanziati dalla Regione Emilia Romagna anche tramite PSR. Come Consorzio, su quest’ultima linea di finanziamento, avevamo già avuto esito positivo per 31 progetti, 26 dei quali sono terminati”.

Durante l’incontro hanno preso la parola i sindaci che hanno ricordato l’importanza della manutenzione ordinaria in montagna, anche a beneficio della pianura. Spesso, hanno poi ricordato gli amministratori, i comuni hanno poco personale interno, e, oltre a reperire le risorse finanziarie, è altrettanto importante avere l’appoggio di un ufficio tecnico come quello del Consorzio.

Obiettivo comune a tutti è quello di rendere più sicuro e accogliente il comprensorio montano a vantaggio di cui lo abita e di chi vorrebbe tornarci.

Insieme ai vertici del Consorzio erano presenti gli amministratori dei comuni di: Alseno, Carpaneto, Castell’Arquato, Lugagnano, Morfasso e Vernasca.

“Un ruolo di presidio e intervento”

Il Consorzio di bonifica di Piacenza gestisce nel comprensorio montano/collinare, della superficie complessiva di circa 1.900 kmq (1.400 montagna e 500 collina), 125 km di viabilità di bonifica e 47 acquedotti rurali. Il territorio montano e collinare dell’Appennino piacentino è caratterizzato da una elevata intensità di fenomeni franosi. Il ruolo del Consorzio è volto principalmente a dare risposte, mediante attività di presidio ed intervento, ai fenomeni di dissesto idrogeologico.

“In caso di eventi meteorologici particolarmente intensi, a seguito dei quali le infrastrutture viarie vengono compromesse da pericoli alla pubblica incolumità per smottamenti, cadute massi o da interruzioni alla viabilità, il Consorzio provvede ad acquisire dalla Regione Emilia – Romagna (Servizio Difesa Suolo o Agenzia di Protezione Civile) i finanziamenti necessari per realizzare gli interventi di ripristino del transito e messa in sicurezza. È poi secondo quanto stabilito da legge regionale (art. 3 della L.R. n. 7 del 6 luglio 2012) che viene programmata l’attività consortile in sinergia con il Nucleo Tecnico Politico per la Montagna che si riunisce per la valutazione del piano di interventi sul dissesto idrogeologico da portare a termine con le risorse derivanti dalla contribuenza montana”.

“E quest’ultimo è uno strumento di concertazione fondamentale per la relazione tra il territorio e le attività dell’ente perché parte da un elenco di proposte di lavori relative alla lotta al dissesto idrogeologico provenienti dalle Unioni Montane e dai comuni non compresi (nelle unioni) a cui i tecnici consortili danno seguito con sopralluoghi e relative schede di progetto complete di stima dei costi e priorità secondo cui essere eseguiti. Il programma è poi successivamente discusso e approvato.

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