Convegno della Cisl: popolazione piacentina verso un calo dell’1,1% nel 2030, decrescita soprattutto nella classe 30-44 anni – AUDIO

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Il rischio di un calo di abitanti via via progressivo dopo il 2030 sussiste. Ora, e in un prossimo futuro, nei due territori emiliani più settentrionali si riscontrano dinamiche demografiche simili ma non sovrapponibili, con conseguenze che per Piacenza sul piano economico, sociale e culturale implicano un declino. Al convegno sulle prospettive delle tendenze demografiche nelle due province, che la Cisl di Parma e Piacenza ha voluto organizzare oggi, hanno partecipato i sindaci dei comuni capoluogo, sia di Piacenza che di Parma, ossia i sindaci Katia Tarasconi e Michele Guerra che hanno dichiarato il loro impegno per la ricerca di soluzioni facendo squadra. Anche il vescovo di Parma, Enrico Solmi ha voluto essere presente. Nel suo saluto, ad apertura dei lavori, Katia Tarasconi ha ha detto che sulla crisi demografica non si deve perdere tempo come invece è accaduto, per esempio, nel caso della definizione delle politiche energetiche, da 10 anni a questa parte. “La donna, ha puntualizzato, va integrata maggiormente nel mondo del lavoro e considerata anche mamma e non solo lavoratrice”.

Si tratta quindi, ha convenuto anche il sindaco di Parma, di progettare politiche innovative anche a livello territoriale, senza attendere soluzioni di sistema, in ambito nazionale o ancora più globale.

Per Daniela Fumarola, Segretaria nazionale Cisl, presente al convegno, bisogna prima di tutto cessare di vedere gli investimenti in coesione sociale alla stregua di mere spese. “Alla luce dei dati e delle proiezioni demografiche, è evidente, ha detto che quello che non mettiamo oggi sulla coesione, rischiamo di pagarlo domani moltiplicato in termini di spesa assistenziale, per non parlare dei costi che le famiglie potrebbero dover sostenere come privati”. Servono politiche sul lavoro adeguate, per le quali il sindacato chiede una governance partecipata. Vanno rilanciate le politiche abitative ed approvata la legge delega sulla non autosufficienza, con il diritto alla casa come primo luogo di cura per assistere le persone anziane. Occorre una sanità adeguata, e interventi a favore della natalità con politiche di sostegno alle famiglie, promuovendo la conciliazione vita-lavoro e la parità di genere. “E’ necessario far entrare tutti questi temi in un nuovo patto sociale, ha concluso la dirigente della Cisl, in modo che esso possa essere da traino per la ripresa economica di questo paese, patto che noi come Cisl, rivendichiamo da tempo”.

Il segretario generale Cisl Parma Piacenza ha sollecitato i sindaci delle due province a sviluppare misure innovative di welfare che permettano di ricostruire il tessuto di fiducia verso il futuro. interventi sulla formazione scolastica e professionale, sulla riduzione del carico famigliare dell’ assistenza a favore degli anziani e nuove politiche d’inclusione ed integrazione dei cittadini stranieri, sono misure non più eludibili. Cosi’ come  la certificazione dei comuni, maggiori sgravi fiscali ad aziende che fanno politiche di conciliazione vita e lavoro e la rimodulazione dei servizi delle citta’.

AUDIO intervista a Michele Vaghini Segretario Cisl Piacenza

Particolarmente preoccupante è  la prospettiva per i comuni delle aree collinari e montane. “Dobbiamo chiederci, ha notato, quali forme di erogazione dei servizi promuovere e quali condizioni possono esserci per lo sviluppo di micro-economie locali, per attirare giovani imprenditori ed evitare che una parte importante del nostro territorio venga abitata in maggior parte da persone anziane, talvolta anche non autosufficienti. Abbiamo 3 leve per agire sulle politiche famigliari: flessibilità lavorativa, sostegno economico con il riordino ed il rafforzamento delle attuali agevolazioni e l’ampliamento dei servizi sul territorio”.

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