Crescono gli infortuni sul lavoro, Piacenza maglia nera in regione

Crescono gli infortuni sul lavoro, Piacenza maglia nera in regione. “Le denunce di infortuni sul lavoro aumentano e la Manovra del Governo ridimensiona i premi”. Così i sindacati Cgil Cisl e Uil. “La riduzione dei premi assicurativi INAIL, per un ammontare di 410 milioni di euro, è iniqua e sconsiderata. Non serve un intervento a pioggia, bisogna utilizzare le risorse per incentivare le aziende che investono in sicurezza sul lavoro. Dobbiamo migliorare le condizioni operative e ridurre infortuni e malattie professionali”.

Sicurezza sul lavoro, la nota dei sindacati

I dati relativi alla salute e sicurezza sul lavoro sono oggettivamente preoccupanti. Un incremento del 5% rispetto all’anno precedente, pari a 250 denunce di infortuni sul lavoro in più. Il fenomeno riguarda ben 86 mila lavoratori emiliano – romagnoli. In Emilia Romagna il fenomeno infortunistico colpisce in particolare i più giovani e i più anziani. Sono in crescita gli infortuni che colpiscono i lavoratori provenienti da altri Paesi. La provincia in cui le denunce per infortunio crescono maggiormente rispetto al medesimo periodo del 2017 è purtroppo proprio Piacenza (4.950 nel 2017, 5201 nel 2018).

Gli infortuni con esito mortale a livello nazionale sono in forte incremento. A Piacenza si è passati da 8 decessi sul lavoro nel 2017, a 9 nel 2018. Nel 2019 si sono già dovuti registrare due vittime sul lavoro.

Diminuiscono le denunce di malattie professionali. “Un trend che lascia intravedere segnali incoraggianti, ma su cui bisogna fare molta attenzione. Potrebbe anche celare la scarsa propensione a denunciare quelle che sono patologie di origine professionale. Vi è poi il timore di perdere il lavoro in un periodo di crisi”. “In questo, di certo, non aiuta l’atteggiamento restrittivo delle sedi INAIL in Emilia Romagna, con oltre l’80% delle richieste di malattia professionale respinte in prima istanza”.

“Ora – conclude Ivan Bersani, Presidente del comitato Inail – sarebbe stato più opportuno che invece di prevedere un taglio di 410 milioni (che diventeranno 525 nel 2020 e 600 nel 2021), i premi inail venissero utilizzati per premiare quelle aziende che investono per la salute e sicurezza sul lavoro : ad esempio sostituendo macchine ed attrezzature pericolose, bonificando i manufatti in amianto ancora presenti nei numerosi capannoni della regione, migliorando l’ergonomia delle postazioni di lavoro, adattando gli ambienti di lavoro ad una popolazione lavorativa che sta rapidamente invecchiando, prevedendo una formazione utile e comprensibile a tutti, valorizzando la partecipazione dei lavoratori al miglioramento delle condizioni. Questa scelta è l’unica che potrebbe portare a miglioramenti reali e tangibili, con una vera discontinuità rispetto al passato”.