Brugneto, Albasi: “Con la proposta della Regione Emilia-Romagna fabbisogno di Genova e garanzie per Piacenza”

“Sul Brugneto è necessario fare chiarezza. In questi giorni qualcuno sta cercando di raccontare questa vicenda come se fosse bloccata da divisioni politiche rischiando di inquinare un confronto delicato che riguarda il futuro della Val Trebbia”.

Lo dichiara il consigliere regionale Lodovico Albasi che torna a intervenire sul negoziato tra Emilia-Romagna e Liguria per il rinnovo della convenzione relativa alla diga del Brugneto.

LA NOTA DI LODOVICO ALBASI

“Conosco questo dossier da molti anni, prima come sindaco di Travo e oggi come consigliere regionale. Per questo so bene quanto sia importante affrontarlo con serietà e responsabilità, senza utilizzare un tema così sentito dalle nostre comunità come terreno di scontro politico”.

“La posizione del nostro Partito e dei suoi amministratori è chiara ed è la stessa a tutti i livelli istituzionali. Nessuno mette in discussione la priorità dell’approvvigionamento idropotabile della città di Genova. Allo stesso tempo è giusto che la disponibilità residua venga utilizzata per garantire il Trebbia, l’agricoltura piacentina e l’equilibrio ambientale della valle, prima di altri utilizzi”.

“E’ questo il principio che condivido pienamente e che considero il vero elemento di novità della proposta avanzata come Regione Emilia-Romagna: il legittimo interesse economico derivante dalla produzione di energia idroelettrica non può prevalere sulla tutela di un ecosistema e sulle esigenze di un territorio che da quell’acqua dipende”.

“La questione della diga del Brugneto e delle risorse idriche destinate alla Val Trebbia rappresenta una priorità strategica per il territorio piacentino, soprattutto alla luce dei sempre più frequenti periodi di siccità e delle crescenti esigenze del comparto agricolo e ambientale”.

Per questo, nei mesi scorsi, presentai un’interrogazione alla Giunta regionale per conoscere lo stato del confronto con la Regione Liguria dopo la scadenza, nel luglio 2024, del disciplinare che regolava i rilasci idrici dalla diga verso il territorio emiliano-romagnolo. La risposta della Giunta regionale dimostra che, al contrario di quanto qualcuno vorrebbe far credere, il lavoro è andato avanti con continuità. L’Emilia-Romagna si è attivata già dal 2023, avanzando alla Regione Liguria una proposta di gestione condivisa della risorsa e chiedendo un incremento dei volumi rilasciati sulla base delle valutazioni tecniche e delle esigenze espresse dal territorio”.

“La Regione ha inoltre sviluppato un intenso confronto istituzionale e tecnico con la Liguria specie in quest’ultimo anno e mezzo, con l’Autorità di bacino del fiume Po e con il Consorzio di Bonifica di Piacenza. Proprio gli studi del Consorzio hanno evidenziato la necessità di poter disporre di un volume stagionale aggiuntivo fino a sei milioni di metri cubi, indispensabile per garantire la tenuta del sistema agricolo piacentino durante i mesi estivi.”

“E’ esattamente in questo percorso che si inseriscono le dichiarazioni del presidente Michele De Pascale, che considero un passaggio molto importante: garantire al territorio piacentino almeno quattro milioni di metri cubi d’acqua ogni anno, ai quali possano aggiungersene (altrettanti, 4+4) nelle stagioni emergenziali o particolarmente siccitose, assicurando al tempo stesso circa ventidue milioni di metri cubi destinati al fabbisogno idropotabile della città di Genova”.

“Una proposta che nasce da dati tecnici solidi e che introduce un principio chiaro: garantire pienamente l’acqua ai cittadini genovesi e rafforzare finalmente le garanzie per il Trebbia, per l’agricoltura piacentina e per l’equilibrio ambientale della valle. E’ un cambio di paradigma che condivido pienamente, perché mette al centro l’interesse pubblico e supera la logica secondo cui la legittima produzione di energia idroelettrica possa prevalere sulle esigenze dei territori”.

“Anche nei giorni scorsi ho affrontato personalmente questo tema con il presidente De Pascale, ribadendo quanto sia strategico arrivare rapidamente a un’intesa che dia finalmente maggiori certezze alla Val Trebbia. Siamo tutti consapevoli della complessità della trattativa e della necessità di trovare un equilibrio tra il fabbisogno idropotabile ligure, la tutela dell’ecosistema fluviale e le esigenze delle comunità piacentine”.

“Ma proprio il lavoro svolto finora anche dal Presidente in primis consente oggi di guardare con fiducia ai prossimi passaggi. La stessa risposta all’interrogazione evidenzia come il confronto tra le due Regioni abbia già prodotto risultati concreti: la Liguria ha condiviso la documentazione tecnica relativa alla concessione, sono stati avviati approfondimenti comuni sui modelli idrologici e climatici e, nel corso dell’incontro del 9 giugno presso l’Autorità di bacino del fiume Po, è stato definito un percorso finalizzato ad arrivare alla nuova concessione”.

“Condivido inoltre l’obiettivo indicato dal presidente De Pascale di arrivare alla conclusione della trattativa entro la fine di luglio. Dopo la scadenza della precedente concessione, il territorio ha diritto a un accordo stabile, fondato su dati scientifici, trasparenza e rispetto delle priorità previste dalla legge”.

“Comprendo le richieste avanzate dai sindaci della Val Trebbia con i quali da sempre sono in contatto e che va nella stessa direzione del lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi: costruire un accordo fondato su valutazioni tecniche solide e capace di rispondere alle esigenze reali delle comunità locali. Segnalo inoltre a tale scopo che è stato fissato un incontro con i sindaci il 27 luglio”.

“Per questo non condivido chi prova a ridurre tutto a una polemica di partito. La difesa della Trebbia è una battaglia che il nostro territorio porta avanti da molti anni e che ha sempre visto impegnati amministratori, associazioni, agricoltori e istituzioni ben prima delle polemiche di queste settimane. Oggi serve accompagnare la trattativa verso una conclusione positiva, non alimentare contrapposizioni che non aiutano nessuno”.

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