“Un edificio pericolante, il rischio di distacco di elementi costruttivi e il passaggio interdetto, questo è quello che si evince dal verbale dei Vigili del Fuoco in merito all’edificio di Via Emilia Pavese. Eppure, i residenti hanno dovuto attendere oltre un anno prima di un nuovo intervento del Comune, che tuttavia non appare sufficiente né risolutivo.
Qui non siamo di fronte a una semplice questione burocratica, ma a un problema di sicurezza”. È quanto evidenzia la capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale Sara Soresi, che ha presentato un’interrogazione sullo stabile, le cui condizioni di pericolosità erano state segnalate dai residenti già negli scorsi anni.
LA NOTA DI SARA SORESI
“Nel settembre 2025 – spiega Soresi – il Comune aveva emesso un’ordinanza per imporre la messa in sicurezza dell’immobile. Tuttavia, dagli atti emerge che nel frattempo la proprietà dell’edificio era già cambiata, a seguito di una procedura esecutiva conclusasi nel dicembre 2024. La prima domanda è quindi molto semplice: perché il Comune ha emesso un’ordinanza nei confronti della precedente proprietaria senza verificare prima chi fosse effettivamente il proprietario dell’immobile? Ma soprattutto: una volta scaduto il termine previsto dall’ordinanza, perché nessuno è andato a controllare se i lavori fossero stati realmente eseguiti?”.
Immobilismo
Il punto, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, è soprattutto quello che è accaduto dopo: “Per oltre dieci mesi non risultano ulteriori interventi dell’Amministrazione, nonostante la situazione di pericolo fosse rimasta. A rompere questo immobilismo sono stati i residenti, che il 19 agosto scorso hanno chiamato i Vigili del Fuoco. Il sopralluogo dei Vigili del Fuoco ha infatti evidenziato una situazione tutt’altro che trascurabile: la squadra intervenuta ha dovuto interdire il passaggio e la sosta nelle immediate vicinanze dello stabile per il “probabile distacco di elementi costruttivi”, segnalando la necessità di una “immediata messa in sicurezza dello stabile”, anche considerata la vicinanza alle abitazioni e le difficoltà di accesso alle stesse in condizioni di sicurezza”.
«Sono parole che dovrebbero far riflettere – continua la capogruppo – perché parlano di un pericolo immediato e non di un problema da affrontare con calma. Se i Vigili del Fuoco arrivano sul posto e ritengono necessario impedire il passaggio e la sosta perché c’è il rischio di distacco di elementi costruttivi, è evidente che la priorità deve essere tutelare chi vive lì e chi passa da quella strada».
“Quali interventi urgenti sono stati adottati?”
“Il Comune – prosegue Soresi – dopo mesi di inerzia e dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco, ha finalmente adottato una nuova ordinanza il 27 agosto 2026”. Ma anche su questo Soresi chiede chiarezza: «Se il pericolo era immediato, é necessario capire quali interventi urgenti siano stati adottati dal Comune, anche in via contingibile e urgente, per mettere in sicurezza l’area e proteggere residenti e passanti”.
“La sola emanazione di una nuova ordinanza, peraltro dopo mesi di inerzia, non è sufficiente né risolutiva: occorre verificare che gli interventi vengano realmente eseguiti e che il pericolo venga concretamente eliminato. In presenza di un pericolo concreto e attuale per l’incolumità pubblica, il Comune non poteva limitarsi ad emanare un’ordinanza e poi attendere passivamente che il privato intervenisse”.
Perché questi strumenti non sono stati utilizzati?
“Il Sindaco, quale autorità locale di pubblica sicurezza e di protezione civile, dispone di poteri di intervento diretto e sostitutivo: ai sensi dell’art. 54 del Tuel può adottare provvedimenti contingibili ed urgenti per prevenire ed eliminare gravi pericoli per l’incolumità pubblica, mentre, in caso di mancata esecuzione dell’ordinanza, l’Amministrazione deve valutare l’esecuzione d’ufficio degli interventi necessari, con successivo recupero delle spese a carico dei responsabili. Perché questi strumenti non sono stati utilizzati? E quali misure sono state adottate per garantire una messa in sicurezza effettiva e definitiva?”.
L’interrogazione chiede quindi all’Amministrazione di spiegare perché non siano stati effettuati tempestivamente i controlli sull’esecuzione della prima ordinanza, perché non siano stati adottati ulteriori provvedimenti nonostante la situazione di pericolo, se siano stati valutati l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente e l’intervento diretto o sostitutivo del Comune ai sensi della normativa vigente, nonché quali controlli verranno effettuati ora, e in quali tempi, per verificare che la nuova ordinanza venga realmente rispettata e che gli interventi siano sufficienti a eliminare il pericolo.
«Non basta – conclude Soresi – emanare un’ordinanza e poi aspettare che qualcuno la rispetti. Quando c’è di mezzo la sicurezza delle persone, il Comune deve controllare, intervenire e, se necessario, agire con urgenza, anche in via sostitutiva. Un provvedimento formale non può essere considerato risolutivo se non è seguito da lavori concreti e da verifiche puntuali”
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