“Stop gender”, polemiche sui manifesti Pro Vita. Piacenza Coraggiosa: “Rimuoverli”, Fratelli d’Italia: “Perfettamente legali”

blank

“In via IV Novembre a Piacenza sono stati affissi questi vergognosi manifesti, che gridano ad una presunta “ideologia gender” che i “collettivi omosessuali” vorrebbero instillare nei giovani, tramite un “lavaggio del cervello” (virgolettati nel testo della petizione). La violenza dell’immagine ed il suo contenuto offensivo sono inaccettabili e illegali (l’art. 23 del codice della strada vieta i messaggi pubblicitari sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi)”. Con queste parole i consiglieri comunali di Piacenza Coraggiosa, Boris Infantino e Matteo Anelli, hanno presentato un’interpellanza urgente affinché i manifesti siano immediatamente rimossi. Si tratta di manifesti affissi dal movimento “Pro Vita & Famiglia Onlus” per promuovere una petizione contro quella che viene definita teoria “Gender”.

LA PETIZIONE DEL MOVIMENTO “PRO VITA & FAMIGLIA”

Ogni giorno in centinaia di scuole italiane si svolgono lezioni, attività, corsi su “affettività e sessualità” profondamente intrisi di ideologia Gender. L’ideologia Gender confonde i bambini sulla loro identità sessuale. Afferma che il sesso biologico maschile o femminile non determina l’essere uomini o donne, perché le persone, anche i bambini, possono scegliere la propria “identità di genere” sulla base dei propri “sentimenti”.

Uomo, donna, transgender, genderfluid, pangender, agender… le “identità di genere” sono infinite.

Gran parte di questi progetti nelle scuole sono spesso promossi o gestiti da attivisti dei collettivi omosessuali e transessuali (LGBT), gruppi politici che mirano a diffondere tra i più giovani la loro ideologia sulla famiglia, sulla sessualità, il matrimonio, i figli, l’utero in affitto.

Ora si aggiunge l’ennesima follia, la cosiddetta “carriera alias”: su pressione del movimento LGBT le scuole permettono ai ragazzi di scegliere il nome maschile o femminile con cui essere chiamati e nominati in tutti i documenti, a prescindere dal loro sesso biologico. 

Il diritto dei genitori di educare i propri figli sulla base dei convincimenti familiari viene totalmente scavalcato.

Questo sopruso, questo enorme lavaggio del cervello di massa nelle scuole italiane – finanziato con i soldi pubblici di tutti i contribuenti – deve cessare!

Firma subito la petizione per chiedere al Parlamento di approvare una legge che vieti l’indottrinamento gender nelle scuole dei figli degli italiani rispettando il diritto di priorità educativa della famiglia!

LA DIFESA DI SARA SORESI (FRATELLI D’ITALIA)

Inaccettabile la richiesta, avanzata dal gruppo Piacenza Coraggiosa, con la quale si chiede all’Amministrazione comunale di rimuovere i manifesti apposti in alcune strade della città da parte dell’Associazione Pro Vita & Famiglia poiché, secondo loro, contrari alla legge”, così la Capogruppo di FdI Soresi Sara sull’interpellanza presentata dai Consiglieri Infantino e Anelli del gruppo Piacenza Coraggiosa.

“I Consiglieri di Piacenza Coraggiosa – prosegue Soresi – richiamando l’art. 23 del Codice della Strada, forse dimenticano che tale norma vieta forme di pubblicità contenente messaggi sessisti, violenti o discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, identità di genere o abilità fisiche o psichiche, ma che i manifesti apposti da “Pro Vita” non attaccano alcun genere, né orientamento, limitandosi ad una libera manifestazione di pensiero, in particolare sottolineando la loro  contrarietà alla “teoria gender“. I casi, dunque, sono due: o i Consiglieri confondono il “gender” con l’orientamento sessuale, o la legge che ritengono violata altro non è che quell’insieme di ideologie e stereotipi che una certa parte della sinistra vorrebbe imporre alla totalità delle persone, bambini compresi”.

Auspico – continua Soresi – che il Comune non voglia dar seguito a questa richiesta, espressione di una sinistra oscurantista che, in nome di un laicismo ateo, intende imbavagliare chiunque, con modalità del tutto lecite, esprima democraticamente idee e/o valori diversi, condivisibili o meno che siano”.

Ritengo – conclude Soresi – che anche a livello locale vi siano temi certamente più urgenti ed importanti da affrontare, così come le ultime elezioni politiche hanno avuto modo di dimostrare premiando i Partiti che maggiormente si sono concentrati sulle esigenze primarie della gente, accantonando il perbenismo ed il politically correct tipico di una certa parte politica”.

Radio Sound

Radio Sound, il Ritmo che Piace, il Ritmo di Piacenza

blank blank App Galley blank