Made in Italy, FdI: “Il cibo italiano non si imita, anche Piacenza si faccia sentire”

Il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Piacenza – Sara Soresi, Gloria Zanardi, Nicola Domeneghetti – ha depositato una mozione urgente con cui chiede al Sindaco e alla Giunta di attivarsi nelle sedi competenti per ottenere la revisione delle norme europee sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, a tutela del vero Made in Italy e delle eccellenze del territorio piacentino.

LA NOTA DI FRATELLI D’ITALIA

Per i consiglieri comunali di FdI il nodo centrale è questo: le attuali regole doganali dell’Unione Europea stabiliscono che un prodotto alimentare è considerato “originario” del Paese in cui ha subito l’ultima lavorazione significativa, indipendentemente dalla provenienza degli ingredienti. In pratica, materie prime acquistate all’estero a basso costo possono essere minimamente trasformate in Italia e finire sul mercato con il marchio Made in Italy, ingannando i consumatori e penalizzando chi produce con ingredienti autenticamente italiani. Un esempio emblematico è quello del concentrato di pomodoro: importare triplo concentrato invece del doppio consente di ottenere l’etichetta italiana su un prodotto che italiano non è.

“Le norme doganali europee – affermano Soresi, Zanardi e Domeneghetti – sono state pensate per regolare i flussi commerciali, non per tutelare i consumatori. Il risultato è che oggi chiunque può vendere un prodotto come italiano semplicemente effettuando l’ultima lavorazione in Italia. È una scappatoia che danneggia i produttori onesti e inganna chi compra. Non è accettabile”.

Tema rilevante per Piacenza

I consiglieri rilevano:“Per il territorio piacentino il tema è di particolare rilevanza. Piacenza è sede di produzioni agroalimentari di eccellenza riconosciute a livello europeo – la Coppa Piacentina DOP, il Salame Piacentino DOP, la Pancetta Piacentina DOP, i vini DOC dei Colli Piacentini, il Grana Padano DOP – che competono ogni giorno su mercati nazionali e internazionali contro prodotti che evocano fraudolentemente l’italianità senza averla. Il fenomeno dell’Italian sounding causa danni economici e reputazionali enormi all’intero comparto – e proseguono – Le nostre DOP e DOC sono il risultato di secoli di tradizione e di lavoro. Non possiamo permettere che sul mercato circolino prodotti che ne imitano il nome e l’immagine senza averne nulla. Ogni volta che un consumatore viene ingannato, è un danno diretto per le imprese e le famiglie piacentine che vivono di questa terra”.

Con la mozione, il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia chiede al Sindaco di attivarsi su tre livelli: sollecitare l’ANCI affinché promuova presso le istituzioni europee la modifica del Codice Doganale UE, prevedendo che l’origine di un prodotto alimentare sia determinata dalla provenienza delle materie prime; coinvolgere i parlamentari europei della circoscrizione di pertinenza; sollecitare la Regione Emilia-Romagna a portare la questione in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni. Il Comune è inoltre impegnato a promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini per orientarli verso scelte di acquisto consapevoli, a sostegno dei produttori locali.

Soresi, Zanardi e Domeneghetti concludono:“Chiediamo al Sindaco di alzare la voce: a Bruxelles e in Regione. Piacenza non è solo una città, è un territorio con una identità agroalimentare straordinaria che va difesa con determinazione. Difenderla è un dovere istituzionale, prima ancora che politico”.

Il carattere urgente della mozione è motivato dalla necessità di intervenire con tempestività a tutela di un patrimonio produttivo che rappresenta lavoro, identità e reddito per l’intera comunità. 

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