Chiude l’ospedale da campo militare, Baruffi: “Un altro passo avanti, anche se resta tanto lavoro da fare”

Dopo un mese, chiude a Piacenza l’ospedale da campo allestito dall’Esercito a ridosso dell’ospedale cittadino in tempi record quattro settimane fa; 40 posti letto, 80 fra medici, infermieri e personale, sempre militare, della logistica al lavoro. La struttura si è rilevata preziosissima nel gestire l’emergenza sanitaria nella provincia maggiormente colpita dal coronavirus in Emilia-Romagna. Una struttura utile ad alleviare la pressione sulle strutture sanitarie. L’ospedale da campo verrà ora smontato, i materiali e le attrezzature risposti nei container. Container che però intanto rimarranno qui, a disposizione di Piacenza e dell’Emilia-Romagna per qualsiasi nuove evenienza dovesse presentarsi.

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A seguito della diminuzione dei ricoveri per l’infezione da covid19, chiude ufficialmente oggi l’ospedale da campo allestito dall’Esercito a supporto del sistema sanitario provinciale. La struttura, attivata a tempi di record quattro settimane fa, è stata fondamentale per allentare la pressione nei momenti di maggior tensione per il presidio cittadino e per tutta la rete.
L’ospedale da campo sarà smontato nei prossimi giorni. Una volta sanificate e ricondizionate, attrezzature e materiali rimarranno a Piacenza, in attesa di futuri eventuali utilizzi, secondo una scelta condivisa dal Polo di Mantenimento Pesante Nord e dall’Azienda Usl.

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Stamattina le autorità provinciali e regionali hanno voluto portare il proprio saluto e ringraziamento al personale militare a nome di tutta la comunità.

In particolare, grande elogio è stato espresso da tutti i presenti per gli uomini e donne dell’Esercito che in queste settimane hanno prestato servizio a Piacenza. Oltre al lavoro del personale sanitario dell’ospedale da campo, è stato ricordato anche l’impegno di tutti i professionisti impegnati nell’allestimento e mantenimento della struttura.

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La disponibilità dell’Esercito a lasciare l’ospedale da campo a disposizione del territorio è stata riconosciuta dalle autorità presenti come un’ulteriore prova della sinergia tra Istituzioni che ha caratterizzato questo periodo. Il progressivo aumento di disponibilità di posti letto negli ospedali del Piacentino e la conseguente chiusura della struttura militare, tanto preziosa nelle fasi più critiche, sono da leggersi oggi come un importante segnale positivo.

“Eravamo qui nel giorno dell’apertura, e siamo qui oggi – afferma Davide Baruffi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta della Regione Emilia- Romagna – nel giorno della chiusura. In primo luogo, per dire grazie agli uomini e alle donne dell’Esercito per il lavoro svolto, di grande aiuto per le nostre strutture sanitarie e la comunità locale. Voglio sottolineare come questo sia un altro passo avanti che in Emilia-Romagna stiamo facendo verso il superamento dell’emergenza, che pur richiede ancora tanto lavoro e impegno da parte di tutti noi”.

“Poter contare sulla dedizione e la competenza dimostrate in queste settimane dai responsabili e da tutto il personale dell’ospedale da campo – ha detto il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri – è motivo di conforto, per tutti noi. Medici, infermieri e militari di supporto hanno saputo non solo prendersi cura dei pazienti, ma anche infondere, con la propria presenza, il coraggio e la speranza di cui avevamo così bisogno. Noi tutti speriamo di non aver più bisogno di questa struttura ma siamo anche consapevoli di quanto sia significativa la generosità dell’Esercito Italiano nel lasciare le attrezzature a disposizione del territorio piacentino, garantendone così la piena e tempestiva funzionalità qualora se ne rendesse necessario il ripristino. A nome di tutta la città di Piacenza voglio esprimere il più sentito e sincero ringraziamento per esservi ancora una volta messi a disposizione della nostra comunità”.

“La collaborazione tra istituzioni – ha messo in evidenza Luca Baldino, direttore generale dell’Ausl di Piacenza – si è rivelata davvero strategica per affrontare i momenti di maggior tensione di questa emergenza. Nelle giornate in cui avevamo oltre cento accessi in Pronto soccorso, i posti letto dell’ospedale da campo e la sinergia con l’Esercito sono stati cruciali per aumentare la ricettività della nostra rete provinciale. Complessivamente, questa struttura ha accolto 52 pazienti, esattamente come se fosse un reparto interno del nostro presidio. Non possiamo che essere grati per la disponibilità dimostrata da tutti i reparti con cui abbiamo collaborato in queste settimane”.

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“Il dovere del ringraziamento non è mai scontato, e mi associo alle parole complete ed emozionanti di chi mi ha preceduto”, sono le parole del Prefetto di Piacenza dott. Maurizio Falco. “Ringraziare in questo luogo queste persone straordinarie, oggi assume ancora di più il significato etico della testimonianza e il valore aggiunto del gioco di squadra. Nessuno vince da solo ma se tutti i livelli della governance dello Stato, centrali e territoriali, si mettono in sintonia, facendo sì che il confronto non trascenda mai in conflitto, la macchina dello Stato fronteggia ogni avversità. Non possiamo dirci completamente felici per avervi conosciuto e lavorato insieme, solo perché il nemico sconosciuto ci ha colto di sorpresa ed ha mietuto troppe vittime innocenti. Ci rimane l’orgoglio di chi ha potuto starvi accanto, insieme agli operatori sanitari degli ospedali piacentini, sapendo che avete insieme a noi dato tutto per questa splendida comunità. Mi associo all’invito del Sindaco Barbieri per reincontrarvi qui, in occasioni più serene, dove potrete raccogliere anche il riconoscimento commosso dei tanti che avete contribuito a restituire ad una vita serena, normale, e che vorrebbero farlo ma non possono. Grazie ancora”.

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A conclusione degli interventi delle autorità civili, il Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola TOTA, ha voluto ringraziare la comunità piacentina per come ha sostenuto gli uomini e le donne in divisa, sottolineando come i risultati ottenuti siano il frutto di una costante attività addestrativa che ha visto l’ospedale da campo schierato lo scorso anno a Bari e, nel 2018, a Foligno e che solo il lavoro e l’impegno quotidiano permettono di essere sempre pronti dove ve ne sia la necessità.

L’impegno delle Forze Armate sul territorio piacentino, duramente colpito dall’emergenza coronavirus, non si ferma: in una ideale staffetta tra Esercito e Aeronautica, da qualche giorno sono stati messi a disposizione della comunità due palazzine dell’area logistica dell’aeroporto a San Polo di Podenzano per ospitare persone dimesse, clinicamente stabili e completamente autonome ma con necessità di isolamento e impossibilità logistica a far rientro nel proprio domicilio.

La ricettività complessiva è di 36 posti letto, distribuiti al piano terra dei due edifici, con la possibilità di ampliamento al piano superiore. A oggi tutte le stanze della palazzina “Aquila” risultano occupate; a breve, con l’ingresso di nuovi ospiti, si attiveranno anche quelle della palazzina “Falco”.

Tra le persone accolte a San Polo, ci sono anche due neomamme con i loro bimbi. Sanitari, volontari e militari le hanno accolte con non poca emozione e hanno visto nella presenza dei piccoli un motivo di speranza nella lotta al virus.

“Eravamo qui nel giorno dell’apertura, e siamo qui oggi nel giorno della chiusura”, afferma Davide Baruffi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta. “In primo luogo, per dire grazie agli uomini e alle donne dell’Esercito per il lavoro svolto, di grande aiuto per le nostre strutture sanitarie e la comunità locale. E grazie anche per aver deciso di lasciare comunque l’ospedale da campo nella disponibilità di questo territorio e della nostra regione, un altro bel segnale di quella collaborazione istituzionale e gioco di squadra che si stanno rivelando estremamente importanti nel rallentare e provare a fermare il contagio.

“Infine – chiude Baruffi – voglio sottolineare come la chiusura del campo sia un altro passo avanti che in Emilia-Romagna stiamo facendo verso il superamento dell’emergenza. Emergenza che pur richiede ancora tanto lavoro e impegno da parte di tutti noi”.

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