Processo per l’omicidio di viale Dante, richiesta una condanna di 30 anni

Processo per l'omicidio di viale Dante

Processo per l’omicidio di viale Dante, chiesti 30 anni per il 57enne albanese accusato di aver ucciso la moglie a coltellate.

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Si è svolta il 21 febbraio in tribunale l’udienza finale del processo con rito abbreviato. Infatti senza il processo “breve” Xhevdet Mehmeti avrebbe rischiato l’ergastolo.

L’uomo è accusato di aver ucciso il 27 maggio la moglie, Elca Tereziu, albanese di 52 anni. Il Pubblico Ministero per l’imputato ha chiesto, nonostante il rito abbreviato, il massimo della pena per la violenza del gesto avvenuto durante l’ennesima lite. 

Il Comune si è costituito parte civile. E’ stato inoltre ottenuto un contributo di aiuto grazie all’impegno della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati. Le risorse erogate dalla Fondazione presieduta da Carlo Lucarelli aiuteranno i due giovani, da poco maggiorenni, a trasferirsi in un nuovo appartamento e a completare gli studi.

La prima ricostruzione della vicenda

Un messaggio inviato dal 57enne a una parente avrebbe scatenato i primi malumori. Elca Tereziu chiamò il fratello per sfogarsi, lamentandosi del marito. Il tutto in sua presenza. L’uomo a quel punto avrebbe tentato di afferrare il telefono per parlare con il familiare della moglie. Da quel momento sarebbe nata una violenta lite tra oggetti scagliati a terra e spintoni.

Proprio al culmine della diatriba il 57enne avrebbe afferrato il coltello con cui avrebbe sferrato tre fendenti alla gola della consorte. Una volta resosi conto di quanto accaduto il 57enne raggiunse la caserma dei carabinieri per confessare il delitto.

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