Il gruppo del progetto “Parliamone” intervista i volti e le voci note di Piacenza. AUDIO e FOTO

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Cercano di tornare a comunicare il meglio possibile, facendo gruppo e lavorando sul potenziamento delle proprie capacità di linguaggio. Sono i pazienti che prendono parte al Progetto “Parliamone” realizzato all’interno dell’Unità Operativa Organizzazione Territoriale del Dipartimento cure Primarie dell’Ausl di Piacenza.  

Per molti di loro, anche in giovane età, il percorso di recupero dopo una grave lesione cerebrale (per incidente o malattia), è lento e graduale.

Una delle difficoltà più grandi che si trovano ad affrontare nella fase post-ospedalieraspiega la logopedista dell’Ausl di Piacenza Rossella Raggiè quello di esprimersi al di fuori dei contesti familiari. Ecco allora che il lavoro in  gruppo, affiancati dai responsabili del progetto, consente di mettere in pratica quanto appreso durante i trattamenti logopedici individuali e di mantenere un adeguato livello di integrazione sociale, pur in presenza di menomazioni e disabilità residue.

Il gruppo del progetto “Parliamone” intervista i volti e le voci note di Piacenza.

I pazienti, a partire dal febbraio 2018, si sono ritrovati insieme in una ventina di incontri per questo importante momento di scambio e interazione. Per rendere più reale l’esperienza, la logopedista Rossella Raggi, affiancata da due laureandi in logopedia dell’Università di Parma, ha pensato di coinvolgere nell’iniziativa alcuni personaggi famosi di Piacenza. I pazienti hanno quindi avuto modo di conoscere di persona,  intervistare e chiacchierare  con il direttore generale Ausl Luca Baldino, il pallavolista della gas sales Alessandro Fei, l’imprenditore graziano Balduzzi della ditta Bardini, il giornalista di Telelibertà Michele Rancati, il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri , l’attore Marcello Savi , il dottor- clown Matteo Ghiasalberti, l’attrice comica Claudia Penoni e la “voce” storica-conduttrice  di Radio Sound Rita Nigrelli.

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Il gruppo ha dimostrato molto entusiasmo. In particolare perché questa modalità di incontro permette a tutti di migliorarsi e mettersi alla prova. Come? Facendo esperienza con altre persone che come loro hanno disabilità acquisite ma incontrando anche personaggi interessanti, che suscitano curiosità e domande.

Progetto “Parliamone”: nella vita come nello sport non bisogna mai arrendersi

Una delle domande che più mi ha colpito è stata quella fatta al campione di volley Feispiega la logopedista dell’Ausl di Piacenza Rossella Raggiperché si è parlato di emozioni. In particolare quella provata quando ha giocato in uno degli eventi più importanti al mondo: le Olimpiadi. Lo stesso Fei ha spiegato in una successiva intervista di essere stato colpito dal nostro gruppo, perché nella vita come nello sport non bisogna mai arrendersi“.