“Caldo e sicurezza: l’appello (finora inascoltato) per gli addetti alla raccolta differenziata. Nonostante i ripetuti e accorati appelli lanciati da Cisl Funzione Pubblica la scorsa settimana, ad oggi la macchina organizzativa della raccolta rifiuti sembra rimasta immobile. Nessun cambio di rotta, nessuna misura concreta è stata introdotta per alleggerire il carico di lavoro individuale o per rimodulare gli orari del servizio. Nel frattempo, la colonnina di mercurio continua a salire, e con essa i rischi per la salute dei lavoratori”. Inizia così la nota della Cisl.
LA NOTA DELLA CISL
La domanda che sorge spontanea, e che assume ormai i contorni di una drammatica provocazione, è sempre la stessa: dobbiamo davvero attendere che si verifichi un malore di grave entità prima di muovere un dito?
Mentre in altri comparti produttivi la soglia dei 34 gradi fa scattare in automatico la sospensione delle attività esterne o l’attivazione di protocolli di emergenza per tutelare la salute della manovalanza, per gli addetti alla raccolta differenziata il tempo sembra essersi fermato. Eppure, il loro è un lavoro fisico, usurante e costantemente esposto all’irraggiamento solare diretto e all’asfalto rovente.
Prevenire gli infortuni e i colpi di calore in queste condizioni non è un optional, ma un dovere.
Basterebbero piccoli correttivi
Nessuno chiede miracoli, ma interventi logici e tempestivi che potrebbero dare immediato sollievo agli operatori:
Potenziamento degli organici: Aumentare temporaneamente il personale per ridurre il carico di lavoro sui singoli e velocizzare i turni.
Rimodulazione degli orari: Anticipare le attività nelle ore più fresche dell’alba o posticiparle, evitando il picco di calore della tarda mattinata e del primo pomeriggio.
Ad oggi, purtroppo, il bilancio è fermo a zero: nulla è cambiato, e l’efficienza del servizio continua a poggiare esclusivamente sulle spalle, cioé sulla salute, dei lavoratori. La speranza è che chi di dovere risponda prima che la situazione diventi irreparabile.
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