Remigrazione, il Pd contro la manifestazione del 24 gennaio: “Preoccupati, negare l’autorizzazione”

«Ci permettiamo di chiedere alle autorità competenti un’attenta valutazione circa l’opportunità di negare l’autorizzazione allo svolgimento di una manifestazione inneggiante a un concetto, quello della remigrazione, in profondo contrasto con la Costituzione repubblicana e con i più elementari principi di umanità», così il Segretario provinciale del Pd, Massimiliano Gobbi sulla manifestazione prevista per il 24 gennaio.

LA NOTA DEL PD

“Remigrazione, che altro non significa se non deportazione, è un concetto appartenente alle destre xenofobe e razziste, interessate solo a instillare paura e a usare le difficoltà sociali ed economiche per creare tensioni su cui fondare una misera conquista di potere. Questo movimento non ha nessun interesse a provvedere più servizi quali scuole, sanità o assistenza sociale e nemmeno ha progetti seri, a parte un Fondo per la Natalità Italiana destinato a pesare sulle tasche degli italiani e degno della più becera propaganda mussoliniana”.

“Soprattutto, non ha alcuna reale preoccupazione per la sicurezza delle persone e delle città, anzi si nutre di disordini e disagio. Loro stessi, infatti, dichiarano di aver scelto Piacenza quale luogo emblematico, avendo la città una percentuale di cittadini stranieri fra le più alte: una manifestazione orgogliosamente xenofoba (rimpatri, precedenza agli italo-discendenti) in una città con alto tasso di stranieri è una provocazione che porterà disagio per i cittadini e danneggerà esercenti e commercianti”.

“A questa narrazione tossica e distorta che descrive Piacenza come una città “islamizzata” e insicura – aggiunge la Segretaria del Partito Democratico di Piacenza Michela Cucchetti – dobbiamo opporre la realtà di una comunità che ha sempre cercato il dialogo e la convivenza. Persone come Yasine Baradai, che hanno dedicato tempo e impegno a costruire relazioni e a cercare soluzioni, sono state e sono tuttora una risorsa per la nostra comunità: attaccare chi ha sempre cercato di favorire il dialogo e la comprensione reciproca è un atto ingiusto, e ancora più grave se serve a giustificare una paura ingiustificata. Costruire nemici immaginari significa dividere e limitare la libertà di tutti, svuotando di senso i principi di uguaglianza e dignità sanciti dalla nostra Costituzione”.

“Ci auguriamo – conclude Gobbi – che anche i partiti della destra moderata e liberale si uniscano al nostro appello: la libertà di esprimere posizioni politiche non può prevalere sulla tutela dei principi sanciti dalla Costituzione, ma soprattutto non può e non deve favorire la diffusione di tensioni sociali e odio”.

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