“La documentazione che abbiamo ottenuto dalla Regione ci consegna un quadro tutt’altro che chiuso: le interlocuzioni con il Ministero dell’Ambiente sono ancora in corso e la stessa Regione sta predisponendo una proposta aggiornata. È quindi questo il momento di capire quali interventi piacentini resteranno sul tavolo e sulla base di quali criteri saranno assunte le decisioni definitive”.
Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri torna sulla programmazione 2026 degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico dopo la risposta ottenuta alla propria richiesta di accesso agli atti, presentando ora un’interrogazione a risposta scritta e un nuovo accesso agli atti, quest’ultimo circoscritto alla documentazione sopravvenuta e alle ulteriori interlocuzioni tra Regione e MASE.
La risposta regionale aveva infatti precisato che erano stati proposti al Ministero dieci interventi, ma anche che le interlocuzioni erano ancora in corso e che, a seguito delle richieste integrative ministeriali, era in preparazione una proposta regionale aggiornata.
Tagliaferri: “Trasparenza sui criteri e sulle scelte”
“È proprio questo passaggio – osserva Tagliaferri – che richiede un approfondimento. Se la proposta deve essere aggiornata, vogliamo sapere che cosa abbia chiesto il Ministero, che cosa possa cambiare rispetto all’elenco iniziale e quale sarà la sorte degli interventi piacentini. Non chiediamo anticipazioni o corsie preferenziali: chiediamo trasparenza sui criteri e sulle scelte”.
Gli interventi a Villanova sull’Arda, Pecorara e Travo
Tra gli interventi sui quali Tagliaferri richiama l’attenzione figura quello sul torrente Arda a Villanova sull’Arda, settimo nella graduatoria relativa al rischio alluvionale con 150 punti e un investimento previsto di 2,2 milioni di euro.
Nella graduatoria relativa alle frane compaiono invece Pecorara, nel Comune di Alta Val Tidone, con 123 punti e 1,5 milioni di euro, e Rondanera, nel Comune di Travo, con 120 punti e 500 mila euro.
Complessivamente si tratta di 4,2 milioni di euro per questi tre interventi.
Torrenti Chiavenna e Chero, intervento da 60 milioni di euro
Ma dai documenti emerge anche un altro caso sul quale il consigliere chiede spiegazioni: quello relativo ai torrenti Chiavenna e Chero nel territorio di Cadeo, collocato addirittura al quinto posto della graduatoria relativa al rischio alluvionale, con 155 punti, ma caratterizzato da un fabbisogno finanziario di 60 milioni di euro.
“Sessanta milioni rappresentano evidentemente una dimensione finanziaria molto diversa – precisa Tagliaferri – ed è per questo che nell’interrogazione chiediamo quali valutazioni siano state compiute e se sia stata verificata, ove tecnicamente praticabile, anche la possibilità di articolare l’intervento attraverso stralci funzionali. Non diciamo che questa soluzione sia necessariamente realizzabile: chiediamo se sia stata esaminata”.
I criteri per la revisione della proposta regionale
L’interrogazione punta inoltre a conoscere quali criteri tecnici, finanziari, di priorità e cantierabilità saranno utilizzati nell’eventuale revisione della proposta e quali siano i tempi previsti per concludere il confronto con il Ministero.
Parallelamente, con il nuovo accesso agli atti Tagliaferri chiede esclusivamente la documentazione non già acquisita: le ulteriori richieste del MASE, le risposte della Regione, eventuali nuove note istruttorie e schede tecniche e le versioni aggiornate dell’elenco degli interventi.
Villanova sull’Arda, il cronoprogramma arriva a 56 mesi
Un approfondimento specifico riguarda anche Villanova sull’Arda.
Il cronoprogramma agli atti prevede l’approvazione del PFTE entro 18 mesi dall’erogazione del finanziamento, il progetto esecutivo entro 30 mesi, la gara entro 33, l’aggiudicazione entro 36, la consegna entro 38 e il completamento entro 56 mesi.
“Quasi cinque anni rappresentano un orizzonte che merita attenzione – conclude Tagliaferri – soprattutto quando parliamo di sicurezza idraulica e prevenzione del rischio. Per questo chiediamo alla Regione non soltanto quali opere piacentine entreranno nella proposta definitiva, ma anche come intenda accompagnare i progetti affinché, una volta ottenute le risorse, possano procedere con tempi certi. Prima arrivano le risposte, meglio è: l’acqua, purtroppo, non aspetta i tempi della burocrazia”.
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