Commercio, Tagliaferri (FdI): “Nei piccoli paesi i negozi sono anche servizi. Verifichiamo quanto gli strumenti regionali raggiungono il Piacentino”

Rifiuti, Tagliaferri (FdI): "Piacenza migliora nella differenziata, ma la tariffa puntuale premia davvero chi fa la sua parte?"

«Nei piccoli paesi un negozio che chiude non significa soltanto un’attività economica in meno. Può significare perdere un servizio quotidiano, soprattutto per anziani e persone con minori possibilità di spostamento. Per questo vogliamo capire quanto gli strumenti messi in campo dalla Regione riescano concretamente a raggiungere il territorio piacentino, dalle frazioni alla montagna».

Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta e una richiesta di accesso agli atti sul commercio di prossimità nella provincia di Piacenza.

LA NOTA DI TAGLIAFERRI

L’iniziativa prende spunto anche dalla recente mobilitazione di Monticelli d’Ongina a sostegno dei negozi sotto casa, ma allarga l’analisi all’intero territorio provinciale.

«Il segnale che arriva da Monticelli merita attenzione perché racconta qualcosa che riguarda molti piccoli centri. Quando vengono meno alimentari, esercizi di vicinato, pubblici esercizi o attività polifunzionali, il problema non riguarda soltanto il commercio: riguarda la possibilità stessa di continuare a vivere bene in quei territori».

Tagliaferri sottolinea che la Regione ha già messo in campo strumenti specifici, dagli hub urbani e di prossimità al bando FESR destinato alle attività commerciali.

«Non diciamo che non siano state stanziate risorse. La domanda che poniamo è diversa e molto concreta: dove stanno arrivando e quale effetto stanno producendo nel Piacentino?».

L’interrogazione

Con l’interrogazione Tagliaferri chiede quindi alla Giunta un quadro aggiornato dell’andamento delle attività commerciali nella provincia, la distribuzione territoriale degli hub riconosciuti, le risorse regionali e FESR intercettate dal territorio e l’eventuale presenza di Comuni o frazioni nei quali i servizi commerciali essenziali risultino particolarmente rarefatti.

Parallelamente, attraverso l’accesso agli atti, vengono richiesti i dati sulle domande piacentine, sui contributi assegnati, sulle attività finanziate e sugli strumenti di monitoraggio utilizzati dalla Regione.

«L’obiettivo non è puntare il dito contro i Comuni – precisa Tagliaferri –. Le amministrazioni locali, soprattutto quelle più piccole, lavorano spesso con risorse e strutture limitate. Dobbiamo invece verificare se l’architettura degli strumenti regionali sia sufficientemente capillare e accessibile anche per le realtà più fragili, indipendentemente dalle iniziative assunte dalle singole amministrazioni».

Particolare attenzione viene rivolta a piccoli Comuni, frazioni, collina e montagna piacentina, dove la permanenza di un’attività commerciale può assumere anche una funzione sociale.

«Possiamo parlare quanto vogliamo di contrasto allo spopolamento e di qualità della vita nelle aree interne, ma poi servono le condizioni concrete per viverci. E tra queste c’è anche poter comprare il pane, fare una piccola spesa o trovare un esercizio aperto senza essere costretti ogni volta a prendere l’auto».

«Per questo – conclude Tagliaferri – vogliamo mettere insieme i numeri e costruire una fotografia reale del Piacentino. Prima di inventare nuovi strumenti, verifichiamo se quelli che già esistono arrivano davvero fin dove ce n’è più bisogno».

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Ascolta Radio Sound

Radio Sound Logo
Seleziona il canale...
 
Cover