«Su Villa Verdi è necessario fare chiarezza e ricostruire correttamente quanto è stato fatto negli ultimi anni e non lasciare a ricostruzioni di giornale, social o interviste tv informazioni non corrette o incomplete. Dopo una vicenda lunga e complessa, oggi la Villa è finalmente un bene pubblico e il Ministero della Cultura ha stanziato, nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni culturali – Programmazione 2025-2027, altri 6,5 milioni di euro per il suo recupero e la sua valorizzazione, insieme agli itinerari verdiani. Adesso l’obiettivo deve essere accelerare le procedure e trasformare queste risorse in cantieri».
Lo dichiara la senatrice della Lega Elena Murelli, dopo aver ricostruito nella giornata di ieri l’intera vicenda insieme alla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha approfondito direttamente il dossier con il Ministero della Cultura.
LA NOTA DI ELENA MURELLI
«Partiamo dai fatti – spiega Murelli – perché in questi giorni sono tornate a circolare ricostruzioni che rischiano di creare confusione. Il vecchio fondo a cui si continua a fare riferimento non è un fondo nella disponibilità del Ministero della Cultura per Villa Verdi. Si tratta invece di risorse della Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e ora alla diretta dipendenza del Ministro per lo Sport e i Giovani, relative al bicentenario verdiano e rimaste inutilizzate. Non si tratta quindi di somme che oggi giacciono al Ministero della Cultura in attesa di essere spese per il restauro della Villa».
Nel frattempo è infatti radicalmente cambiata la situazione giuridica e patrimoniale del complesso verdiano.
«Per anni lo Stato non poteva intervenire sulla Villa come può fare oggi perché si trattava di un bene privato. Dopo la complessa vicenda relativa agli eredi, il Ministero della Cultura ha acquisito nel 2021 l’archivio verdiano per circa 4,3 milioni di euro e, nel 2024, Villa Verdi con il giardino per circa 7,7 milioni di euro. Parliamo quindi di circa 12 milioni di euro investiti dallo Stato per rendere pubblico e tutelare definitivamente questo straordinario patrimonio. Un passaggio fondamentale, perché soltanto con l’acquisizione lo Stato ha potuto programmare e realizzare direttamente gli interventi necessari».
Un lavoro che è già iniziato anche sull’archivio del Maestro. «Dal 2021 a oggi – sottolinea Murelli – il Ministero della Cultura ha investito 674.500 euro per la messa in sicurezza, il restauro, il riordinamento, l’inventariazione e la digitalizzazione dell’archivio verdiano. La documentazione, oggi conservata presso l’Archivio di Stato di Parma, è stata restaurata; una parte, tra cui gli Abbozzi, è già stata digitalizzata, mentre prosegue la digitalizzazione della restante documentazione archivistica».
L’acquisizione della Villa e del giardino ha inoltre consentito al Ministero di intervenire direttamente sull’immobile
«Nel 2025, attraverso il Fondo per i Lavori pubblici, sono stati destinati 375 mila euro agli interventi urgenti di recupero, in particolare alla sistemazione del tetto e alla protezione dell’edificio dalle infiltrazioni. Lavori che sono già stati conclusi. A questi si aggiungono, sullo stesso Fondo per il 2026, altri 400 mila euro, destinati al restauro dei beni mobili, degli arredi e dei cimeli verdiani».
«Si tratta di interventi indispensabili – prosegue la senatrice – perché Villa Verdi non è soltanto un edificio. Il suo valore straordinario risiede anche negli ambienti, negli arredi, negli oggetti personali e nelle testimonianze della vita e dell’opera del Maestro che custodisce. Tutto questo patrimonio deve essere preservato e restituito al pubblico».
A questo percorso si aggiunge ora l’investimento più consistente: 6,5 milioni di euro nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni culturali 2025-2027, destinati alla salvaguardia, al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione di Villa Verdi e degli itinerari verdiani.
I numeri consentono di capire la dimensione dell’impegno pubblico
«I numeri consentono di capire la dimensione dell’impegno pubblico: circa 12 milioni di euro per acquisire al patrimonio dello Stato la Villa, il giardino e l’archivio; 674.500 euro investiti sull’archivio; 375 mila euro per gli interventi urgenti sull’immobile; 400 mila euro per il restauro dei beni mobili e dei cimeli; e ora altri 6,5 milioni di euro per il grande progetto di recupero e valorizzazione. Non siamo quindi davanti a un patrimonio dimenticato dallo Stato, ma a un percorso che, dopo aver risolto una situazione proprietaria estremamente complessa, sta entrando nella fase decisiva».
Murelli sottolinea anche la necessità di costruire attorno alla Villa un progetto più ampio: «L’obiettivo non può essere soltanto restaurare l’edificio. Villa Verdi deve tornare a vivere e diventare il cuore di un vero sistema degli itinerari verdiani, collegato agli altri luoghi del Maestro e capace di generare cultura, turismo e sviluppo per Piacenza, Parma e per tutto il territorio verdiano».
«Comprendo l’impazienza di chi, come il maestro Luca Salsi, ama profondamente Verdi e chiede di vedere finalmente riaperti quei cancelli. È un obiettivo che condividiamo. Proprio per questo è però importante distinguere le legittime sollecitazioni dalle ricostruzioni che rischiano di confondere fondi, competenze e momenti storici differenti».
«Con la sottosegretaria Borgonzoni continueremo a seguire da vicino ogni passaggio con il Ministero della Cultura. Dopo l’acquisizione pubblica e gli interventi urgenti già realizzati, ora abbiamo davanti il finanziamento da 6,5 milioni che deve consentire di compiere il salto di qualità. La priorità è accelerare: trasformare le risorse stanziate in lavori, completare il recupero, riaprire i cancelli e restituire la casa di Giuseppe Verdi ai cittadini, al territorio e agli appassionati di tutto il mondo», conclude Murelli.
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