Le interviste ai protagonisti del Gran Galà Amici del Cuore 2026, l’8 febbraio a Piacenza – AUDIO

Le interviste ai protagonisti del Gran Galà Amici del Cuore 2026, l'8 febbraio a Piacenza - AUDIO

I grandi big della risata italiana sono pronti per riabbracciare nuovamente il pubblico piacentino domenica 8 febbraio al Teatro Municipale grazie Gran Galà Amici del Cuore 2026, un pomeriggio pieno di divertimento, grande musica e comicità d’autore. Evento clou dello spettacolo sarà la presenza dell’ospite d’onore Massimo Boldi.

Massimo Boldi

La sua carriera inizia a metà anni 70 e vanta grandi collaborazioni, nello storico locale Derby Club di Milano, considerato il tempio del cabaret italiano, con Enzo Jannacci, Cochi e Renato, Diego Abatantuono, Teo Teocoli e tanti altri artisti di primissimo piano. Sul grande schermo per anni ha sbancato i botteghini con i film assieme a Christian De Sica.

Il suo saluto al pubblico piacentino

Gianluca Fubelli

L’artista, noto anche con lo pseudonimo di Scintilla, sarà tra i protagonisti della serata. A Radio Sound ha detto di essere felice di tornare a Piacenza per questo evento così speciale. Lo fa sempre molto volentieri per l’aspetto benefico e per l’occasione di ritrovare colleghi e amici che non vede da tempo. 

Cosa porterai a Piacenza al Municipale? 

Ancora non lo so. Ho sempre portato dei personaggi, ma potrei portare anche un monologo. 

Come Fiorello e altri noti personaggi la tua strada è iniziata dai villaggi turistici. E’ ancora così per i più giovani?

Forse questa strada si è persa, perché ora c’è un altro percorso, quello dei social. Tutto è più veloce, c’è già gente che ti segue, c’è già gente che ti sceglie, non devi andare a fare i provini, non c’è bisogno. La crescita è molto più personale, senza confronti se non il pubblico che ti sceglie o meno, però è quello ormai il percorso.

Dado

Al Teatro Municipale si potrà ridere anche con Dado il suo modo di rivisitare canzoni. Per anni ospite al Maurizio Costanzo Show e a Zelig, è tra i comici più seguiti in Italia.

Com’è nato il suo “Teatro Canzone”? Dalla passione per la musica cantautorale. E’ nato tutto per un fallimento – commenta Dado – io volevo fare il cantautore come Dalla, De Gregori e Guccini. In particolare pensavo nel mio intimo, di poter diventare un cantautore, ma poi mi sono reso conto che non riuscivo a scrivere dei testi impegnati e quindi mi disimpegnavo con delle chiuse comiche. Erano delle cose che facevano ridere, ecco io sono molto poco introspettivo e più dedito alla risata e alla voglia di divertirmi.

Ridere e sorridere è importante in un presente difficile

Il comico da sempre ha scelto di fare questo mestiere perché prova una sensazione abbastanza feticista per il pubblico che si diverte, che ride. Quindi ogni comico è una sorta di supereroe che cerca di portare il buon umore, distruggendo tristezza, malinconia e pensieri negativi, e cerca di farlo nelle due ore di spettacolo, se le persone hanno voglia di farlo, perché è difficile far ridere chi non ne ha voglia.

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