Viene dal fronte dell’occupazione uno dei dati più incoraggianti per l’economia e la società piacentina nel 2026.
Secondo le elaborazioni della Camera di commercio dell’Emilia sui dati dell’Osservatorio Prometeia, infatti, l’incremento degli occupati potrebbe spingersi fino al 2,9%, migliorando decisamente il dato previsionale del gennaio scorso, attestato a +0,7%.
“E’ evidente – sottolinea il vicepresidente vicario della Camera di commercio dell’Emilia, l’imprenditore piacentino Filippo Cella – che si tratta di una previsione molto confortante, a maggior ragione nel momento in cui anche per il 2027 è previsto un ulteriore incremento dell’1,1%”.
“Ciò nonostante – prosegue Cella – non è possibile sentirsi del tutto rassicurati nell’ambito di un quadro di ripiegamento generale dell’economia italiana; le previsioni per Piacenza sono di sostanziale tenuta complessiva e di lieve incremento del valore aggiunto (+0,2%), ma ancora non sappiamo quando e come si ripristinerà un quadro internazionale entro il quale si potrà parlare stabilmente di sviluppo”.
“La guerra in Medio Oriente – aggiunge Cella – ha già causato un insopportabile carico di lutti e sofferenze ed è difficile prevedere quando si potrà invertire la tendenza al rialzo dei costi di quelle fonti energetiche che pesano in modo rilevante sia sui bilanci delle imprese che delle famiglie”.
La cautela del vicepresidente vicario della Camera di commercio dell’Emilia ha anche uno specifico aggancio locale, ovvero una crescita del valore aggiunto che riguarda un po’ tutti i settori, ma ancora esclude l’industria.
Per quest’ultima, infatti, è prevista una riduzione dell’1,1% del valore aggiunto, già risultato in calo nel 2025.
“Un dato che continua a preoccupare – spiega Cella – perché non intravvediamo possibili riprese, almeno a breve, soprattutto in assenza di sostegni agli investimenti”.
Continuano invece a crescere gli altri comparti dell’economia piacentina.
L’aumento più evidente del valore aggiunto interesserà, secondo le previsioni per il 2026, l’agricoltura, data in crescita del 7,3%.
Il contributo più sensibile alla crescita dell’occupazione dovrebbe invece venire dal settore dei servizi, il cui valore aggiunto è indicato in aumento dello 0,5%, e dalle costruzioni, avviate verso una crescita dell’1,1%.
Positivo, infine, l’incremento previso per il reddito delle famiglie, indicato in aumento del 2,2%.
“Su questo versante – conclude Cella – siamo comunque preoccupati, perché l’erosione determinata da un’inflazione che ha ripreso a crescere potrebbe sancire un azzeramento o addirittura una perdita in termini reali”.
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