“Compito di una buona amministrazione è gestire il territorio e tutelare la comunità che è chiamata a rappresentare secondo i criteri del buon padre di famiglia, osservando e rispettando le leggi vigenti, i diritti delle persone e pensando a uno sviluppo sostenibile sotto tutti i punti di vista. A questi principi mi sono sempre rifatto nella mia esperienza amministrativa e a questi fanno riferimento i tecnici comunali; e ciò anche in merito alle procedure sull’intervento di Costa Chiappona”. Inizia così la nota del Comune di Gazzola.
LA NOTA DEL COMUNE DI GAZZOLA
Se qualche soggetto ritiene che leggi sovraordinate alle nostre non siano corrette si rivolga direttamente a chi quelle leggi ha promulgato, senza precipitare in una battaglia – che comunque sono certo che non verrà dagli stessi mai combattuta – il buon nome e il corretto operato della mia Amministrazione né tanto meno dei tecnici comunali”.
A distanza di qualche giorno dalla conferenza stampa in cui alcune associazioni ambientaliste hanno chiesto il ritiro del permesso di costruire rilasciato dal Comune di Gazzola all’intervento edilizio in località Costa Chiappona, è il Sindaco Simone Maserati a prendere posizione, “per tutelare il buon nome e il corretto agire dei miei uffici e dell’Amministrazione, perché spesso battaglie ideologiche e di retroguardia fanno molti più danni di quanti si pretende di risolvere”.
Mancato rispetto delle normative
“Sostenere, come è stato fatto – continua il primo cittadino – che ‘il Comune avrebbe dovuto opporsi’ alla legittima richiesta di intervento edilizio da parte del privato insinua, anche in modo non troppo malcelato, un margine di discrezionalità o peggio di mancato rispetto delle normative che ritengo fortemente lesivo nei confronti dell’Ente, sia riferendosi al caso in oggetto sia per quelli precedenti o che si dovessero presentare in futuro. E tutto ciò è per me inaccettabile”.
A intervenire nel merito della procedura di concessione del permesso di costruire è invece lo stesso responsabile del servizio, il tecnico comunale Arch. Alessandro Carini, il quale sottolinea come si tratti di un “intervento classificabile come demolizione con ricostruzione e trasposizione di volume entro l’area di pertinenza in conformità a quanto prescritto dal D.L. n.69/2013 e L. n.120/2020, nel rispetto della sostenibilità territoriale e del principio di invarianza del carico insediativo.
Già nella Legge n.106 del 2011 veniva introdotta la disciplina relativa al trasferimento delle volumetrie, introducendo i concetti di “incentivazione e razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente”, la “promozione e agevolazione della riqualificazione delle aree urbane degradate”.
I riconoscimenti del legislatore
Il legislatore ha quindi voluto inserire alcuni riconoscimenti ai soggetti che “acquistano” tale capacità edificatoria attraverso alcune misure premiali: il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva (in caso di edifici residenziali, pari al 20% della superficie esistente); la possibilità di delocalizzare in aree diverse (purché omogenee dal punto di vista della pianificazione territoriale: ad esempio non è possibile spostare un volume “produttivo” in un’area classificata come agricola o residenziale e viceversa); la possibilità, come nel caso in oggetto, di modificare la destinazione d’uso di fabbricati ex-rurali in residenze”.
“Da tutto ciò premesso – conclude Carini – il caso in oggetto si configura quindi come un intervento di rigenerazione urbanistica, rispettoso dei vincoli della pianificazione. E sul quale è stato giustamente a mio avviso rilasciato un permesso di costruire. A margine di ciò, mi permetto di dissentire sulla critica che la Legge urbanistica regionale (n.24/2017) sia uno strumento “poco restrittivo”, così come sostenuto dalle associazioni ambientaliste, solo considerando ciò che è avvenuto nel Comune di Gazzola che a seguito della stessa ha potuto mantenere solo tre aree di espansione nella pianificazione territoriale”.
La legge regionale urbanistica
Un concetto che trova conferma anche nelle parole del Sindaco Maserati: “La legge regionale urbanistica, a differenza di quanto oggi le associazioni ambientaliste denunciano, è rigidamente rispettosa dei concetti di consumo di suolo zero e di rigenerazione urbana, ed è restrittiva al punto che molte aree di espansione edilizia e residenziale anche sul nostro territorio sono state perse in questi anni.
All’interno del perimetro di operatività dalla stessa, la nostra Amministrazione e i tecnici si muovono di conseguenza e gli interventi concessi all’interno dei vincoli della legge sono – e non solo per il comune di Gazzola – necessari per la cura e lo sviluppo del territorio, perché permettono di riqualificare edifici abbandonati e degradati e di curare il terreno prevenendo in certi casi anche fenomeni di dissesto idrogeologico.
Attrattività e di vitalità
Sono inoltre significativi tasselli di attrattività e di vitalità, con positive ricadute anche sull’economia locale e fuor di dubbio anche sul bilancio comunale che grazie agli oneri riconosciuti può intervenire sui beni pubblici, dalla riqualificazione delle scuole a quella dei cimiteri fino alla manutenzione delle strade che sono il biglietto da visita di una comunità”.
“Sarebbe opportuno quindi – conclude il primo cittadino – che si usasse più moderazione, attenzione e rispetto degli altri e del lavoro altrui da parte di chi pare avanzare critiche preconcette e pretestuose solo per giustificare la propria esistenza”.
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