Non ce l’ha fatta Ivan Romaniuk, il 53enne ucraino finito in coma dopo essere stato colpito con un pugno al culmine di una lite avvenuta il 17 maggio ai giardini di via Camia, in città, nella zona di Largo Erfurt.
L’uomo era stato raggiunto da un violento colpo al volto sferrato da un connazionale di 38 anni. Dopo il pugno, il 53enne era caduto a terra riportando una gravissima lesione cranica che lo aveva fatto precipitare in coma.
Con il decesso della vittima, la posizione del 38enne – finora accusato di lesioni personali gravissime – si complica sensibilmente e potrebbe ora essere rivalutata dall’autorità giudiziaria alla luce dell’esito mortale dell’aggressione.
Secondo una prima ricostruzione, i due uomini non si conoscevano. Quella sera, probabilmente anche complice l’alcol, avrebbero iniziato una discussione degenerata rapidamente. Al culmine del litigio, il 38enne avrebbe sferrato il pugno risultato fatale.
Subito dopo l’aggressione erano intervenuti i carabinieri e il personale del 118. Un militare aveva praticato il massaggio cardiaco al ferito in attesa dei sanitari, che avevano poi proseguito le manovre di rianimazione.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e definire le responsabilità dell’aggressore.
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