Rinasce l’ex Consorzio Agrario di Pecorara e ospiterà servizi sanitari, sociali e associativi: “Punto di riferimento per il territorio, nel nome di Ginetto Albertini”

Centro prelievi e punto salute, ambulatorio medico e dispensario farmaceutico. Ma anche sede degli Alpini, della Pro Loco, di Protezione Civile, Avis e delle associazioni locali. Ma anche centro di aggregazione, spazio di condivisione e coworking, sala multimediale e di lettura. Non ultimo luogo per eventi, convegni e spazio espositivo. Queste e ancora altre le funzioni previste nel Nuovo Centro Polifunzionale di Pecorara in Alta Val Tidone, che dopo anni di progettazione e lavori è stato inaugurato alla presenza di tante autorità a partire dal Ministro Tommaso Foti e dall’on. Giulio Tremonti, intitolando la sua sala principale all’indimenticato Ginetto Albertini.

La struttura nasce sulle ceneri dell’ex Consorzio Agrario di cui però recupera la nobile storia, prova ne è la mostra documentaria di Paolo Spada e Gabriele Setti che nei nuovi spazi racconterà per un mese la centenaria epopea della Battaglia del Grano.

“Dal mio primo mandato da Sindaco, ormai 22 anni fa, la riqualificazione e rifunzionalizzazione di questa struttura è stato uno degli obiettivi primari” sottolinea un commosso Franco Albertini, primo cittadino di Alta Val Tidone nel ricostruire la genesi del progetto, ricordando come sia stato finanziato da Regione Emilia-Romagna e fondi propri dell’Ente, mentre per la parte progettuale dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. “Questa fabbricato – ha continuato – concentra in un unico luogo, aperto a tutte le generazioni, attività e servizi destinati alla nostra comunità, con diversi e qualificati compiti nella dinamica quotidiana vissuta dalla popolazione. Un luogo dove condividere esperienze, promuovere iniziative e rafforzare il senso di appartenenza al territorio, vivo presidio di opportunità offerte alla cittadinanza”.

“Sarebbe riduttivo – ha comunque sottolineato Albertini – affermare che oggi inauguriamo una nuova struttura polivalente e basta, perché essa è molto di più, sia sotto l’aspetto identitario del recupero di un edificio che racconta la storia locale, sia sottoforma di un’auspicata e ritrovata valenza per l’ex consorzio ai giorni nostri, un altro strumento per dimostrare quanto si possa vivere il presente delle nostre valli”.

E non poteva essere che nel nome dell’indimenticato Gino Albertini, il trait d’union di questa opera. “Ricordo come per l’amico Ginetto fosse un dispiacere vedere la struttura ormai in disuso e come auspicasse qualcosa di nuovo per il paese che tanto amava” ha detto il Ministro Tommaso Foti in un toccante intervento carico di commozione nel quale ha voluto evidenziare il prezioso e lungimirante lavoro svolto dal Sindaco Albertini e da tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo progetto che “permette su un edificio storico la creazione di un presidio per le aree interne che più di tante altre hanno bisogno di avere specifica attenzione”.

Per la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha preso la parola Luigi Salice ricordando come scopo dell’Ente sia di rendere ancora più bello quello che è bello nella comunità, “e così pensiamo di aver assolto al nostro obiettivo su questa struttura”.

Dopo il taglio del nastro alla presenza anche del Presidente della Provincia Monica Patelli che ha sottolineato “il valore di un intervento strategico per la comunità”, di molti Sindaci e Amministratori dei Comuni del territorio, di rappresentanti delle autorità militari, civili e con la benedizione di Don Gigi Bavagnoli, si è proceduto allo scoprimento della targa in onore di Ginetto Albertini. Introdotto dalle parole dell’Assessore Giovanni Dotti, che ha ricordato come questa intitolazione sia nata dalla volontà popolare attraverso una raccolta di firme, sono stati il Prof. Giulio Tremonti e la moglie di Ginetto, Mariuccia a togliere il drappo Tricolore dalla targa che così ricorda: “Gino Albertini ha fatto del volontariato un riconosciuto impegno di vita, testimone delle radici identitarie di questa comunità”.

Parole commosse sono giunte da Massimo Polledri, ricordando i tanti momenti vissuti a Pecorara insieme a Ginetto Albertini e ad Umberto Bossi, di cui Polledri ha voluto ricordare alcune parole insieme a quelle dell’autista del Senatur rivolte ad Albertini. “Ginetto era un fulgido esempio di impegno civile – ha detto Tremonti, ricordando gli anni di amicizia e condivisione di esperienze in questo territorio. Tremonti ha colto l’occasione, sottolineando come “la comunità di Pecorara sia un esempio positivo di intermediazione tra individuo e Stato che oggi si sta perdendo” di lanciare una proposta per il sostegno alle realtà intermedie da centri di ricerca a confessioni religiose che lavorano per il prossimo.

Al termine della cerimonia la visita agli ampi locali, con il ringraziamento del Sindaco Albertini ai progettisti dello Studio di Architettura Giuseppe e Bruno Oddi, al geom. Gabriele Valorosi dell’Ufficio Tecnico comunale: “Insieme hanno seguito con competenza e professionalità i diversi step della riqualificazione” ha ricordato Albertini citando poi le imprese coinvolte nelle varie fasi di lavoro: Impresa Catalano, Edilvaltidone, Valtidone Scavi, Imieci Impianti Elettrici, Idraulica Saba di Gaetano Sabatino, Pulino Costruzioni, Febbroni Arredamenti e Floricoltura Marchesi.

Infine, per i tanti ospiti presenti la possibilità della visita alla mostra documentaria 1925-2025 – Un Secolo di Battaglia del Grano promossa da Fausto Borghi insieme a Gabriele Setti, Paolo Spada e Marco Menotti. La mostra che ripercorre tra immagini e documenti inediti la storia dell’agricoltura italiana sarà visitabile nella sala polivalente Gino Albertini da martedì a venerdì dalle 17 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 fino a fine giugno.

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