«Quando si finanziano le imprese, la domanda non può fermarsi a quanti milioni sono stati messi a bando. Bisogna verificare quanti di quei milioni siano diventati davvero investimenti, quanti progetti siano stati conclusi e quante risorse siano state effettivamente liquidate. È su questo che chiediamo alla Regione di mettere le carte sul tavolo».
Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, che ha presentato una richiesta di accesso agli atti sul bando PR FESR 2021-2027 dedicato al sostegno della transizione digitale delle imprese dell’Emilia-Romagna.
La misura, inizialmente dotata di 25 milioni di euro, è stata successivamente portata a 58 milioni, consentendo di ampliare considerevolmente la platea dei progetti finanziabili. Complessivamente risultano 1.053 progetti ammissibili, di cui 46 riferiti alla provincia di Piacenza.
«Parliamo di numeri importanti – osserva Tagliaferri – e proprio per questo vogliamo conoscere il passaggio successivo. Un contributo concesso non coincide automaticamente con un investimento concluso e una graduatoria non è ancora il risultato finale di una politica pubblica».
Nel corso del 2026, infatti, sul bando sono intervenuti diversi provvedimenti relativi a rideterminazioni della spesa ammessa e dei contributi concessi, revoche per rinuncia ed economie di spesa. Per alcuni beneficiari interessati da proroghe è stato inoltre differito al 16 ottobre 2026 il termine per la presentazione della rendicontazione.
Da qui la richiesta di Tagliaferri di conoscere, sia a livello regionale sia con specifico riferimento al Piacentino, quanti progetti siano stati effettivamente conclusi, quanti siano ancora in corso, quanto sia stato concretamente liquidato alle imprese, quante proroghe siano state concesse e quale sia l’entità delle rinunce, delle revoche, delle rideterminazioni e delle economie generate.
«Non stiamo anticipando giudizi – precisa il consigliere – perché è esattamente per evitare valutazioni senza dati che abbiamo presentato l’accesso agli atti. Vogliamo però introdurre un principio semplice: l’efficacia di un bando non si misura il giorno dell’annuncio, ma alla fine del percorso».
Particolare attenzione sarà riservata alle 46 realtà piacentine risultate tra i progetti ammissibili.
«Vogliamo sapere quanto è stato inizialmente concesso alle imprese piacentine, quanto è già stato liquidato, quanti investimenti sono conclusi e quanti ancora devono essere rendicontati. Se il risultato sarà positivo, saremo i primi a riconoscerlo. Ma la valutazione va fatta sui numeri finali».
Tagliaferri conclude:
«Tra stanziare, concedere e liquidare ci sono tre passaggi diversi. La politica tende spesso a fermarsi al primo perché è quello che produce il titolo più bello. Noi vogliamo arrivare fino all’ultimo: capire quanti soldi pubblici si siano trasformati concretamente in innovazione, macchinari, tecnologie e maggiore competitività per le nostre imprese. È questo il conto che interessa davvero».
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