Piazza Cittadella, al via la “consultazione popolare autogestita” per scegliere l’alternativa al progetto Arcadis

Piazza Cittadella, al via la "consultazione popolare autogestita" per scegliere l'alternativa al progetto Arcadis

Come annunciato, è cominciata la distribuzione dei kit per la consultazione popolare autogestita su Piazza Cittadella. Le Associazioni che hanno organizzato questo sondaggio sono Piacenza Mosaico, Italia Nostra e Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte.

LA NOTA DELLE ASSOCIAZIONI

Le associazioni hanno organizzato questo sondaggio, in cui si richiede ai cittadini una scelta, tra il progetto Arcadis, proposto dalla Giunta Comunale costato più di 100.000 euro e un nuovo progetto da definire dopo un bando pubblico, rappresentato da una suggestione proposta dalla poetessa piacentina Bruna Milani, che in maniera del tutto gratuita, ha provato a regalarci un’idea di rigenerazione della Piazza, improntata sul verde, sulle alberature e su una fontana che orienta l’attenzione verso Palazzo Farnese.

Qualunque progettazione, non potrà comunque prescindere da un indagine georadar. Che ancora oggi, malgrado i ripetuti annunci che si sono susseguiti negli anni, non è ancora stata effettuata.

Facendo un paragone sanitario, abbastanza calzante, è come se si decidesse di operare un paziente senza prima averlo sottoposto ai necessari esami preparatori. Anche perché alla luce dei risultati, si potrebbe prospettare l’ipotesi di abbinare al giardino in superficie, un parco archeologico seminterrato, come già realizzato in tante altre città, incrementando l’attrattività turistica della zona.

Malgrado sia passata più di una settimana dall’apertura delle buste, che da indiscrezioni della vigilia dovrebbero essere 2, non ci è ancora dato di sapere nulla riguardo al bando di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e per la realizzazione dell’intervento di riqualificazione di Piazza Cittadella.

Discordanza tra le proposte dell’Amministrazione e il volere popolare

La Nostra iniziativa nasce da una evidente discordanza tra le proposte dell’Amministrazione e il volere popolare. Malgrado non ci sfiori nemmeno l’idea di sostituirci ad Istituti specializzati in sondaggistica, abbiamo la certezza che la proposta scaturita dalla sedicente “partecipazione”, non rispecchia in alcun modo i desiderata dei cittadini.

Per cui ci siamo spesi per evidenziare questa discrepanza con un’azione simbolica, ben consci dell’assenza di valore giuridico, ma altrettanto certi dell’onestà con cui è stata portata avanti l’iniziativa.

Risparmiamo la fatica ai nostri detrattori, il problema non è nostro nel dimostrare l’attendibilità del sondaggio, ma dell’Amministrazione Comunale, che, ignorandolo, potrebbe provocare lo scontento dei cittadini che in buona fede hanno espresso la loro preferenza.

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