Un intervento complesso in un’area impervia, con più feriti da soccorrere e diverse organizzazioni chiamate a lavorare insieme. Mettere alla prova sul campo il coordinamento tra 118, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Anpas e Croce Rossa Italiana è stato il cuore dell’esercitazione Nexus, organizzata nella mattinata di mercoledì 30 settembre dall’Azienda Usl di Piacenza – 118 a Rivergaro, con il supporto della Centrale Operativa Emilia Ovest.
A dare il via alla simulazione è stata una chiamata al Numero Unico Europeo 112 effettuata da Paola Bardasi, direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza, che ha fatto scattare la macchina dei soccorsi.
Lo scenario simulava un grave incidente stradale con il coinvolgimento di un’automobile e di una motocicletta. L’auto era finita in una scarpata, tra gli alberi e in una posizione difficilmente visibile e raggiungibile. A bordo si trovavano un adulto e un bambino, entrambi in condizioni critiche. Sulla motocicletta viaggiavano invece due donne, una delle quali era scivolata nella scarpata: per entrambe le condizioni erano serie ma senza immediato pericolo di vita.
A interpretare le quattro persone coinvolte nell’incidente sono stati due figuranti, sottoposti a trucco realistico per riprodurre ferite e traumi, e due manichini ad alta fedeltà utilizzati per l’addestramento sanitario, in grado di simulare parametri vitali e reazioni dell’organismo agli interventi e alle terapie praticate dai soccorritori.
La difficoltà di individuare e raggiungere i feriti ha richiesto ai partecipanti alla simulazione di integrare procedure, competenze e mezzi diversi, mantenendo un costante coordinamento durante tutte le fasi dell’intervento. Nello scenario è intervenuto anche l’elisoccorso di Parma, atterrato in un campo adiacente all’area dell’incidente, aggiungendo alla simulazione anche la componente del soccorso sanitario avanzato con mezzo aereo. La Polizia locale ha provveduto alla chiusura della strada, permettendo alle squadre di operare in sicurezza.
A seguire l’esercitazione erano presenti anche Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Antonio Pastori, coordinatore della rete regionale dell’emergenza 118 e del 112, e il sindaco di Rivergaro Andrea Gatti, insieme ai rappresentanti della Protezione Civile e alle numerose realtà, professionali e di volontariato, coinvolte nel sistema dei soccorsi.
Gli istruttori hanno osservato l’intera esercitazione, dalla valutazione iniziale dello scenario alla messa in sicurezza dei feriti, fino alle operazioni di recupero e all’organizzazione complessiva dei soccorsi. Il gruppo degli istruttori, composto da autisti-soccorritori, infermieri e medici, rappresenta anche il nucleo multiprofessionale che ha proposto e avviato il progetto Nexus, nell’ambito del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e con la collaborazione dei colleghi del Pronto Soccorso Pediatrico. La realizzazione dell’esercitazione è stata preceduta da un percorso di preparazione durato nove mesi, durante il quale il gruppo ha lavorato alla progettazione dello scenario, alla definizione degli aspetti organizzativi e al coordinamento delle diverse realtà coinvolte.
L’obiettivo non era verificare soltanto le capacità delle singole squadre, ma soprattutto il funzionamento della rete: la capacità di professionisti, volontari e organizzazioni diverse di comunicare, coordinarsi e intervenire contemporaneamente in un contesto reso particolarmente complesso dalle difficoltà logistiche e dalla presenza di più feriti con diversi livelli di gravità.
Un ruolo importante è stato svolto anche dai Vigili del Fuoco, che oltre alle attività proprie del soccorso tecnico hanno fornito un significativo supporto logistico all’esercitazione, contribuendo, tra l’altro, al trasporto e al posizionamento dei mezzi utilizzati per l’allestimento dello scenario. Grazie all’impiego di droni, i Vigili del Fuoco hanno inoltre effettuato il sorvolo dell’area e realizzato riprese aeree trasmesse in tempo reale, consentendo ai partecipanti, al pubblico e alle autorità presenti di seguire da una prospettiva privilegiata l’evoluzione delle operazioni di soccorso.
Al termine della simulazione è previsto un momento di analisi con gli istruttori, per valutare quanto avvenuto, individuare gli aspetti che hanno funzionato, eventuali criticità e possibili margini di miglioramento.
Nexus è stata quindi un’occasione di formazione sul campo e, soprattutto, una prova concreta di collaborazione tra enti, professionisti e volontari. Perché nelle emergenze più complesse, in particolare quando il soccorso avviene in un ambiente difficile da raggiungere, la capacità di integrare competenze, mezzi e professionalità diverse è parte essenziale della risposta.













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