Dario Squeri presenta il suo libro “Lekh Lekhà. Vai verso te stesso”: “Non è soltanto un cammino ma anche un viaggio interiore” – AUDIO

Dario Squeri presenta il suo libro "Lekh Lekhà. Vai verso te stesso": "Non è soltanto un cammino ma anche un viaggio interiore" AUDIO

Non è soltanto un cammino sulla strada, ma anche un viaggio interiore, alla ricerca di sé e del proprio senso. Mercoledì 7 ottobre alle ore 18 l’imprenditore e studioso Dario Squeri presenta al Circolo dell’Unione il suo libro “Lekh Lekhà. Vai verso te stesso. Incontro con la Kabbalah ebraica” il cui testo è arricchito da immagini e illustrazioni realizzate dall’autore che utilizzano la Ghematria (l’interpretazione numerica delle lettere ebraiche) e i colori per rappresentare i concetti e i mondi del pensiero cabalistico, curato con note storiche dall’arch. Manrico Bissi.

Il titolo riprende il celebre comando biblico di Dio rivolto ad Abramo al capitolo 12 della Genesi («Vattene dalla tua terra»). Secondo l’interpretazione approfondita nel volume e legata alla tradizione della Kabbalah, l’espressione ebraica lekh lekhà non significa solo un distacco fisico da un luogo (la città di Carran), ma un intimo «va’ via da te» ed «entra dentro di te». È un invito a compiere un viaggio spirituale di ricerca interiore, superando la mentalità materialista e i falsi idoli per riscoprire la propria essenza profonda.

In uno dei primi capitoli della Genesi – spiega Dario Squeri a Radio Sound – Abramo riceve questo invito dal trascendente, e il significato della parola Eklechà è importante perché sostanzialmente attraverso il suo cammino, verso la terra promessa da una parte e anche verso la propria interiorità, nascono le tre grandi religioni monoteiste, da una parte l’Ebraismo, successivamente il Cristianesimo e poi anche l’Islam. Quindi diventa sostanzialmente l’inizio di tutto un percorso che affronta la realtà terrena, ma anche una propria interiorità legata al trascendente.

Il cammino verso la Terra Promessa deve infatti passare necessariamente prima da un viaggio più difficile, quello nella propria interiorità. E, soprattutto in una società come la nostra in cui l’identità appare liquida, la figura di Abramo avverte che ogni cammino autentico parte da una domanda radicale: cosa devo lasciare per diventare davvero me stesso?

La Kabbalah ebraica, che è la parte mistica – prosegue Squeri – ci porta sostanzialmente a mettere insieme un’interiorità che parte dal nostro corpo, e poi si sviluppa attraverso il pensiero, attraverso le emozioni per arrivare anche ad una visione del trascendente. Questa unità della persona poi si deve tradurre dentro alla realtà esterna. In particolare attraverso il rapporto con gli altri, con il rapporto con il mondo della natura, con la materia e la Kabbalah ci dà questa indicazione attraverso la lettura biblica di un percorso legato all’equilibrio interiore.

Cosa si intende per: lasciare andare?

Significa da una parte avere la consapevolezza da dove si viene, ma nello stesso tempo occorre avere la consapevolezza di chi siamo e dove vogliamo andare, quindi è sempre un percorso. Sapere da dove veniamo significa avere il concetto della nostra origine, che non è altro che un’origine fatta di anima. Dall’altra parte significa camminare dentro la realtà, quindi attraverso la coscienza e riscoprendo la propria anima per ritornare da dove si è partiti.


All’evento seguirà l’APERICENA con l’AUTORE (euro 25,00 a persona) per il quale si chiede di CONFERMARE L’ADESIONE ENTRO MARTEDI’ 6 ottobre telefonando al numero 0523/693811 oppure scrivendo a circolounionepiacenza1928@gmail.com

L’ingresso è libero, aperto al pubblico presso il Circolo dell’Unione, Piazza Cavalli 68, Palazzo INA

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