Si è svolto oggi nel salone Nelson Mandela l’attivo delle delegate e dei delegati della Cgil di Piacenza.
LA NOTA DELLA CGIL
Un’assemblea caratterizzata da un ampio e partecipato dibattito, con il contributo di tutte le categorie, a partire dalla relazione del segretario generale Ivo Bussacchini. Al centro del confronto la difesa del potere d’acquisto di salari e pensioni, la qualità del lavoro, il rilancio dei servizi pubblici e la pace, in vista della manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma promossa insieme alle associazioni della Via Maestra.
Vivere dignitosamente del proprio lavoro
«Chi lavora deve poter vivere dignitosamente del proprio lavoro», ha sottolineato Bussacchini. Da qui le priorità indicate nella relazione: rinnovi tempestivi dei contratti nazionali, aumenti capaci di recuperare realmente l’inflazione, contrasto al lavoro povero e alla precarietà, riduzione del divario retributivo tra uomini e donne. Obiettivi da accompagnare con una fiscalità più equa, alleggerendo il carico su lavoratori e pensionati e chiedendo un maggiore contributo a extraprofitti, rendite e grandi ricchezze.
Un’attenzione specifica è stata dedicata alle trasformazioni del tessuto produttivo piacentino, a vocazione industriale, agricola e logistica. Per la Cgil, transizione ecologica e innovazione digitale devono essere governate attraverso politiche industriali che tutelino l’occupazione e redistribuiscano ai lavoratori i benefici della maggiore produttività. Le nuove tecnologie devono tradursi in migliori condizioni di lavoro e prospettive occupazionali, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
Gli obiettivi
Tra gli obiettivi ribaditi da Bussacchini figura il rafforzamento della sanità pubblica: portare il finanziamento al 7,5% del Pil, assumere personale, superare i tetti di spesa per le assunzioni, ridurre le liste d’attesa e sviluppare i servizi territoriali, anche per rispondere all’invecchiamento della popolazione e alla non autosufficienza. «Non possiamo pensare che il diritto alla salute dipenda dal reddito delle persone», ha affermato il segretario. Accanto alla sanità, la difesa della scuola pubblica come strumento di inclusione e di contrasto alle disuguaglianze, attraverso investimenti e maggiori opportunità educative.
La relazione ha legato queste rivendicazioni alla richiesta di pace e alla contrarietà all’aumento della spesa militare, indicando nella diplomazia, nella cooperazione e nel disarmo le strade da sostenere. Le scelte di bilancio, ha evidenziato Bussacchini, devono dare priorità anche alla sicurezza sociale: un lavoro, un reddito adeguato, una casa, la possibilità di curarsi e di studiare.
L’assemblea ha rappresentato una tappa del percorso verso il 17 ottobre, con l’obiettivo di portare le ragioni della mobilitazione nei luoghi di lavoro e nel territorio. «Dobbiamo discutere. Dobbiamo ascoltare anche chi non la pensa come noi. Inoltre dobbiamo ricostruire partecipazione», ha concluso Bussacchini, richiamando la responsabilità di una Camera del Lavoro nata nel 1891: trasformare i problemi individuali in rivendicazioni collettive e costruire solidarietà tra lavoratori, pensionati e nuove generazioni.
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