Gianmarco Cremonesi, manager con un’esperienza forgiata ai vertici di Leonardo, Edison e Ferrovie dello Stato, apre il ciclo con una lezione controcorrente: «L’innovazione vera non fa rumore. È fatta di tentativi, errori e domande»
Una conversazione senza filtri, tra il manager Gianmarco Cremonesi, che ha attraversato decenni di industria italiana, e gli studenti che si stanno affacciando adesso al mondo professionale.
È partito così il ciclo di seminari “Cross-Campus Dialogues – Storie di innovazione e di innovatori”, promosso nell’ambito del Laboratorio Next Generation EU e nato dalla collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore, Politecnico di Milano – Polo territoriale di Piacenza, Tecnopolo di Piacenza, Consorzio MUSP e Orgoglio Piacenza.
Ad aprire i lavori, Francesco Timpano per la Cattolica, Michele Monno per il Politecnico e Alberto Portapuglia per Orgoglio Piacenza. Tre voci diverse per un messaggio condiviso: serve un luogo in cui università e sistema produttivo agiscano coordinati.
Il protagonista del primo appuntamento, tenutosi negli spazi dell’Università Cattolica è stato dunque Gianmarco Cremonesi, manager con una biografia professionale ai vertici dell’industria italiana: Leonardo, GS, Edison, Gruppo Ferrovie dello Stato. Settori diversi, sfide ogni volta differenti.
Cremonesi ha sviluppato una riflessione articolata sul significato dell’innovazione che «non è quasi mai la rivoluzione che si racconta nei libri», ha spiegato agli studenti presenti. «È un processo continuo, fatto di tentativi, intuizioni, di pratiche consolidate messe in discussione ogni giorno». Le cosiddette innovazioni incrementali, quelle che non fanno rumore, che non finiscono sulle copertine delle riviste di settore, sono spesso quelle che tengono in piedi i sistemi economici e li fanno evolvere, silenziosamente ma con costanza.
Non poteva mancare, nel 2025, il tema che domina ogni conversazione sul futuro del lavoro. Cremonesi ha sottolineato ciò che chi ha attraversato più di una trasformazione industriale sa bene: «L’intelligenza artificiale è probabilmente l’innovazione più pervasiva che si trovi ad affrontare questa generazione, destinata a ridisegnare processi, ruoli e organizzazioni in modo profondo e non completamente prevedibile». Ma, ha proseguito Cremonesi «ogni percorso innovativo nasce da domande. Da sperimentazione. E, inevitabilmente, anche da errori. Chi non è disposto a sbagliare non è disposto a innovare davvero».
Cremonesi ha concluso con un messaggio ai giovani presenti Nessun incoraggiamento generico, nessuna formula motivazionale, solo una constatazione pragmatica: «esiste sempre spazio per innovare, indipendentemente dal contesto e dal ruolo che si occupa».
Curiosità. Spirito critico. Disponibilità a uscire dagli schemi. Tre condizioni che non richiedono né budget straordinari né posizioni di vertice. Richiedono, semmai, una certa disponibilità al rischio e al pensiero laterale «risorse che, per fortuna, non si esauriscono».
Il ciclo “Cross-Campus Dialogues” prosegue con l’appuntamento di martedì 13 maggio alle ore 17.30 presso il Politecnico di Milano – sede di Piacenza (aula L). Ospite sarà Alberto Nicolini, Managing Director di Castagna Unevel e fondatore de Il Viaggio: un altro profilo capace di portare in aula non solo competenze tecniche, ma la concretezza di chi ha costruito qualcosa.
L’iniziativa si propone di contribuire alla costruzione di una comunità dell’innovazione sempre più integrata e consapevole, capace di valorizzare competenze, esperienze e visioni presenti sul territorio.
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