Quattordici mezzi non in regola su ventuno controllati: è il bilancio ancora parziale del servizio congiunto svolto oggi dalla Polizia Locale di Piacenza, dalla Polizia Stradale e dal personale della Motorizzazione per verificare la regolarità e la sicurezza delle biciclette elettriche in circolazione in città. I dati, rilevati a metà pomeriggio, poco prima della conclusione dell’attività, evidenziano irregolarità in due mezzi su tre tra quelli sottoposti ad accertamento.
I quattordici veicoli risultati non conformi presentavano caratteristiche tali da renderli di fatto assimilabili a ciclomotori. Nei casi in cui i conducenti erano privi della necessaria abilitazione alla guida, è stata contestata anche questa violazione con sanzioni fino a 5.100 euro in tutto. I mezzi non in regola sono stati sottoposti a sequestro ai fini della confisca e affidati in custodia ai rispettivi proprietari, che potranno presentare ricorso.
Il servizio si è svolto nella mattinata sul Pubblico Passeggio e nel pomeriggio in piazza Cavalli, con l’impiego complessivo di circa venti operatori. La Polizia Locale ha schierato quattro motociclisti, incaricati di individuare i mezzi da sottoporre a verifica e accompagnare i conducenti alla piattaforma per i controlli tecnici, e ha allestito tre uffici mobili per gli accertamenti. La Polizia Stradale ha partecipato con due moto e un’auto.
Per le verifiche è stato impiegato un laboratorio mobile della Motorizzazione Civile, che consente di accertare direttamente su strada le caratteristiche e le prestazioni dei veicoli, individuando eventuali modifiche o alterazioni. Un supporto tecnico fondamentale per distinguere le biciclette a pedalata assistita regolari dai mezzi che, pur presentandosi come tali, hanno caratteristiche e prestazioni diverse da quelle consentite.
Quando una e-bike è in regola
Come ricorda il materiale informativo della Polizia Locale, per essere assimilata a una bicicletta tradizionale una e-bike deve avere un motore elettrico di potenza massima pari a 250 watt, che assista il movimento soltanto mentre si pedala e si disattivi al raggiungimento dei 25 chilometri orari. Il funzionamento senza pedalare è consentito soltanto entro i 6 chilometri orari. Modificare il motore o utilizzare la spinta elettrica senza pedalare oltre questa soglia espone a sanzioni e al sequestro del mezzo. I controlli riguardano dunque le caratteristiche tecniche e il funzionamento effettivo delle biciclette.
L’obiettivo del servizio è prevenire situazioni di pericolo per gli stessi conducenti e per gli altri utenti della strada, a partire da pedoni e ciclisti, attraverso controlli mirati sulla sicurezza e sulla conformità dei mezzi.
L’attività si inserisce in “Mobilità Sicura”, il progetto pilota promosso dal Dipartimento della Pubblica sicurezza attraverso la Direzione centrale delle specialità della Polizia di Stato, avviato oggi in Emilia-Romagna. Per sei mesi la regione sperimenterà un modello integrato di prevenzione e contrasto agli incidenti, con servizi coordinati e una pianificazione dei controlli basata sull’analisi dei dati relativi a incidentalità, traffico e fattori di rischio.











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