Dal contrasto alle infiltrazioni mafiose alla prevenzione della devianza giovanile: in Emilia-Romagna sono 37 le iniziative sostenute nel 2026, con oltre 2 milioni di euro di investimenti complessivi
A Piacenza sono due i progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito delle politiche per la promozione della legalità e della cittadinanza responsabile, per un contributo regionale complessivo di 58.500 euro.
Le iniziative piacentine rientrano nei 37 progetti finanziati nel 2026 attraverso gli “Accordi di Programma sulla legalità e prevenzione del crimine organizzato in Emilia-Romagna 2026”. Complessivamente gli interventi attivano oltre 2 milioni di euro di investimenti, di cui 1,2 milioni messi a disposizione dalla Regione, nell’ambito della Legge regionale 18/2016, “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”.
I progetti piacentini
Nel Piacentino sono due i progetti sostenuti dalla Regione, con un finanziamento complessivo di 58.500 euro. Il primo riguarda il Comune di Piacenza, che con “Legalità e libertà nella Costituzione Italiana” punta a contrastare il bullismo e il vandalismo giovanile attraverso la costruzione di una “Comunità Educante”. Tra le attività previste c’è anche il progetto “Ragazzi On the Road”, che coinvolgerà studenti tra gli 11 e i 20 anni in esperienze al fianco della Polizia Locale e di laboratori scolastici. L’intervento ha un costo di 25mila euro, di cui 17mila finanziati dalla Regione.
Il secondo progetto è promosso dal Comune di Calendasco e interessa il Capannone “Rita Atria”, primo bene confiscato alla criminalità nel Piacentino, di cui ricorre il decennale dell’acquisizione. Con “Una comunità che educa alla legalità – Anno 2026” l’immobile sarà riqualificato attraverso interventi di efficientamento energetico e videosorveglianza e continuerà a essere valorizzato con attività educative realizzate insieme a Libera e con il campo “E!State Liberi!”. Il progetto ha un costo di 53.500 euro e riceve dalla Regione un contributo di 41.500 euro.
L’iniziativa della Regione
Dal contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, fino alla prevenzione della devianza giovanile, del bullismo, dell’odio online e della violenza digitale. A questi ambiti si aggiungono attività di educazione alla responsabilità civica, alla memoria civile, alla trasparenza amministrativa e alla partecipazione democratica. Sette iniziative, a livello regionale, riguardano in particolare il riuso sociale di beni immobili confiscati alla criminalità a favore delle comunità locali.
Nel loro insieme, i 37 progetti delineano una strategia che mette in rete enti locali, scuole e Università, Terzo settore, associazioni e comunità locali. Le attività vanno dai percorsi educativi e laboratoriali nelle scuole e nei festival agli incontri pubblici e alle testimonianze, dalle attività di ricerca e formazione agli interventi di educativa di strada, fino alla rigenerazione dei beni confiscati, alle esperienze di cittadinanza attiva e agli strumenti di comunicazione multimediale.
Diverse iniziative intervengono inoltre sulle vulnerabilità sociali più esposte, tra cui disagio abitativo, marginalità, dipendenze, usura, sfruttamento lavorativo, violenza di genere e forme di illegalità ambientale, economica e sociale. L’obiettivo è rafforzare la coesione sociale e la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, valorizzando il ruolo degli enti locali come presidi di prossimità.
“La legalità è una infrastruttura sociale. Con questi progetti – affermano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni – sosteniamo un’idea che non lascia soli i territori davanti a infiltrazioni, violenza e nuove forme di devianza. Investire in questa direzione significa rafforzare la coesione, la sicurezza e la libertà delle nostre comunità. Gli enti locali sono il primo presidio di prossimità dello Stato e come Regione continuiamo a metterli nelle condizioni di agire”.
“Così finanziamo un’azione capillare che tiene insieme prevenzione e responsabilità. Dalle scuole all’educativa di strada, dal contrasto all’odio online e alla violenza di genere, alla lotta all’usura e allo sfruttamento, fino alla valorizzazione dei beni confiscati: è una strategia che mette al centro i giovani, le competenze, la partecipazione e la trasparenza amministrativa. La cultura della legalità per noi non è uno slogan, è pratica quotidiana che costruisce cittadinanza e inclusione”.
Il quadro regionale
Gli interventi coinvolgono complessivamente 29 Comuni, 4 Unioni, 1 Provincia, 2 Università e un’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp), per un costo complessivo di 2.079.880 euro.
Il finanziamento regionale di 1,2 milioni di euro per i 37 progetti è così distribuito sul territorio: Piacenza, 2 progetti per 58.500 euro; Parma, 2 progetti per 27mila euro; Reggio Emilia, 3 progetti per 428.500 euro; Modena, 7 progetti per 278.200 euro; Bologna, provincia con il maggior numero di iniziative, 11 progetti per 235.200 euro; Ferrara, 4 progetti per 35.600 euro; Ravenna, 2 progetti per 33mila euro; Forlì-Cesena, 5 progetti per 84mila euro; Rimini, 1 progetto per 20mila euro.
“La distribuzione territoriale delle progettualità garantisce copertura a tutte le province, concentrando le risorse maggiori dove sono più rilevanti gli interventi di recupero e riuso sociale dei beni confiscati, e assicurando al contempo una diffusa azione educativa e di prevenzione in tutta l’Emilia-Romagna. Un investimento diffuso- concludono de Pascale e Mazzoni– che conferma l’impegno della Regione nel sostenere la prevenzione dei fenomeni criminali e devianti e nel rafforzare la cultura della legalità come pratica concreta di comunità con progetti che affrontano temi centrali per la tenuta sociale dei territori”.
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