Mercoledì 6 maggio, alle ore 18.30 e 21.30, con lo spettacolo Re Lear è morto a Mosca diretto da César Brie, XNL Piacenza – centro d’arte contemporanea, teatro e musica della Fondazione di Piacenza e Vigevano, conclude il trittico teatrale Delle nuvole o dell’identità con la direzione artistica di Paola Pedrazzini, parte del progetto multidisciplinare Oltre le nuvole. Beyond the Clouds a cura di Chiara Gatti, Paola Pedrazzini e Gianmarco Romiti
Delle nuvole o dell’identità, che ha già visto protagonisti Davide Enia e Mario Perrotta, che hanno proposto rispettivamente un’indagine sull’identità civile e collettiva e il ritratto di un’epoca e di un immaginario, con questo spettacolo, vincitore del Premio Theatrical Mass 2023, affronta il tema dell’identità artistica e della memoria, interrogando il rapporto tra creazione e potere.
Re Lear è morto a Mosca prende avvio da una vicenda storica reale, la storia di Solomon Michoels e Veniamin Zuskin, attori e protagonisti del Teatro Ebraico di Mosca (Goset), assassinati dal regime staliniano alla fine degli anni Quaranta, e racconta in particolare il montaggio del loro Re Lear in lingua yiddish, primo e unico spettacolo mai realizzato e uno dei pochi testi di Shakespeare allora consentiti dal regime, destinato poi a non andare mai più in scena dopo la loro morte.
Partendo da questa storia, César Brie ha costruito una drammaturgia che intreccia biografia e rappresentazione, uno spettacolo che racconta uno spettacolo, ripercorrendo la carriera dei due attori tra prove, ricordi e frammenti di scena, fino a farli riapparire nei panni di Lear e del suo Matto. Tra memoria e finzione, lo spettacolo evoca la nascita e la fine del Goset, il confronto con la censura e il progressivo inasprirsi della repressione, fino all’eliminazione dei suoi protagonisti.
Grazie a un ensemble di giovani attori, Brie costruisce uno spettacolo corale che intreccia teatro, musica, canto e movimento, rievocando una storia a lungo rimossa. Il lavoro si nutre di fonti storiche, lettere e testimonianze, ma anche di riferimenti artistici come i dipinti di Marc Chagall, che ne segnò l’immaginario visivo, e le riflessioni del regista Gordon Craig, tra i primi a riconoscerne la straordinaria forza innovativa.
La vicenda dei due attori si intreccia con quella del Goset, uno dei più importanti teatri del Novecento, luogo di sperimentazione artistica e linguistica, in cui la lingua yiddish diventava strumento di creazione e resistenza. Un teatro fatto di canti, danze, poesia e visione, che si scontra con la censura e la repressione del regime, fino alla sua distruzione.
Re Lear è morto a Mosca diventa così un racconto della fragilità dell’arte di fronte al potere, ma anche della sua capacità di sopravvivere attraverso la memoria. Un viaggio teatrale che restituisce voce a una storia dimenticata e che, attraverso la scena, riapre uno spazio di riflessione sul ruolo dell’artista e sulla responsabilità della creazione.
«Colpevole di essere attore», dichiarò Zuskin durante il processo. In questa frase si condensa il senso profondo dello spettacolo: un atto di testimonianza che attraversa il tempo e restituisce dignità a una storia cancellata.
Il progetto Oltre le nuvole. Beyond the clouds include il teatro grazie a due interventi distinti curati da Paola Pedrazzini: da un lato, il trittico di teatro contemporaneo Delle nuvole o dell’identità, dall’altro un percorso di innesti drammaturgici all’interno della mostra, allestita fino al 5 luglio a XNL Piacenza.
La mostra Oltre le nuvole. Beyond the clouds, promossa da Rete Cultura Piacenza, è aperta al pubblico da martedì a giovedì dalle ore 14 alle 19, e da venerdì a domenica e nei giorni festivi dalle ore 10 alle 20.
Per informazioni: www.xnlpiacenza.it.
César Brie (Buenos Aires, 1954) è autore, regista, attore e pedagogo, tra le figure più rilevanti della scena teatrale internazionale contemporanea. Arrivato in Italia come esule nei primi anni Settanta, avvia il proprio percorso artistico con esperienze collettive e fonda nel 1975 a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru.
Dopo un lungo periodo di collaborazione con l’Odin Teatret, dove lavora accanto a Eugenio Barba e Iben Nagel Rasmussen, sviluppa una ricerca che intreccia teatro, pedagogia e creazione collettiva.
Nel 1991 fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes, con cui realizza spettacoli ispirati alla storia e ai grandi classici, portati in tournée in tutto il mondo e riconosciuti come esperienze esemplari del teatro contemporaneo.
Dal 2009 vive tra Italia e Argentina, continuando un’intensa attività di scrittura, regia e formazione. Tra i lavori più recenti figurano numerose creazioni teatrali presentate in contesti internazionali e un trittico ispirato all’Eneide realizzato per il Festival di Teatro Antico di Veleia tra il 2023 e il 2025.
Il suo teatro si caratterizza per una forte dimensione etica e poetica, capace di intrecciare memoria storica, impegno civile e ricerca scenica.
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