A Piacenza arrivati 1282 rifugiati ucraini, sono oltre 18 mila in tutta l’Emilia Romagna

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A ieri, martedì 29 marzo, sono 18.669 i profughi accolti in Emilia-Romagna, pari al 24,8% dei 75mila 115 finora arrivati in Italia. Sul totale 8.194 i minori ospitati in regione, ossia il 43,9% degli arrivi.

Rimini è la città con il maggior numero di persone ospitate, 3.357 (il 17,9% sul totale regionale); seguono Bologna con 3.243 (17,4%); Reggio Emilia (2.859 pari al 15,4%); Modena con 2.534 (13,6%); Ferrara con 1.716 (9,2%); Piacenza 1.282 (6,9%); Forlì-Cesena con 1.277 profughi (6,8%); Ravenna con 1.259 (6,7%) e Parma con 1.142 (6,1%).

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Un’emergenza completamente diversa dalle precedenti, con flussi altamente significativi, dove l’accoglienza avviene in netta prevalenza all’interno delle famiglie e delle reti amicali, in seconda battuta nella rete Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e Sai (Sistema di accoglienza e integrazione), con un forte coinvolgimento di tutti gli attori: ComuniPrefettureProtezione civileTerzo Settore. Il tutto in un’ottica di continuo confronto e interlocuzione della Regione con il Governo.

Il punto è stato fatto stamani in un’informativa durante la Commissione Territorio, AmbienteMobilità, riunita in seduta congiunta con la Commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali, la Commissione Cultura, Scuola, FormazioneLavoro, e la Commissione per la parità e per i diritti delle persone.

Ha aperto gli interventi l’assessore alla Protezione civile, Irene Priolo, seguita dalla vicepresidente Elly Schlein, dall’assessore alla Scuola, Paola Salomoni, e da Giuseppe Diegoli (dirigente assessorato Politiche per la salute).

“Stiamo portando avanti un lavoro di squadra, la sfida è gestire in maniera integrata un’emergenza completamente diversa dalle precedenti- ha sottolineato l’assessore Priolo-. La complessità della situazione fa emergere un sistema, quello della nostra Regione, che sta reggendo, con tanti attori coinvolti”. Priolo ha ripercorso le tappe dall’inizio del conflitto, ponendo l’accento su un’accoglienza che, in Emilia-Romagna, sta avvenendo in maniera diversificata: “Molti profughi hanno trovato rifugio presso parenti e amici, chi non è riuscito ha trovato ospitalità nella rete Cas e Sai a supporto di questo sistema di accoglienza diffusa. Proprio ieri- ha aggiunto l’assessore- è stata firmata l’ordinanza del Dipartimento nazionale di protezione civile che stanzia risorse per l’autonoma sistemazione e per l’accoglienza attraverso il terzo settore con 15.000 posti disponibili a livello nazionale”.

“La Regione Emilia-Romagna si conferma ancora una volta terra d’accoglienza”, ha sottolineato la vicepresidente Schlein, evidenziando come la maggior parte dei profughi siano donne, bambini e bambini, “e quindi soggetti fragili”. La vicepresidente ha illustrato il lavoro di coordinamento in corso con il mondo del volontariato, e la preoccupazione per l’emergenza minori, soprattutto quelli non accompagnati, per il quale c’è stato un confronto proficuo con il Tribunale dei minori, che ha già prodotto linee guida ad hoc.

L’assessore Salomoni ha evidenziato il “costante rapporto” con l’Ufficio scolastico regionale in merito all’inserimento dei giovanissimi profughi a scuola, dalla primaria alle superiori (ad oggi 850), e “il pacchetto di misure straordinarie per l’accoglienza, il supporto e il sostegno agli studenti universitari provenienti dall’Ucraina” con il bando ER.GO appena pubblicato; bando che mette a disposizione insieme agli Atenei dell’Emilia-Romagna borse di studio e posti alloggio nelle residenze universitarie gestite dall’Azienda regionale per il Diritto agli Studi Superiori.

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