Farmacie comunali, anche a Piacenza stato di agitazione: “Contratto fermo e troppe partite Iva usate per fare utili comprimendo il lavoro”

Le segreterie territoriali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil annunciano l’adesione allo stato di agitazione proclamato a livello nazionale per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle farmacie comunali, scaduto il 31 dicembre 2024.

LA NOTA DEI SINDACATI

Una mobilitazione che riguarda tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore e che, anche sul territorio piacentino, si intreccia con criticità locali sempre più evidenti.

Una trattativa senza risultati

Al centro della vertenza c’è una trattativa che, ad oggi, non ha prodotto risultati concreti. Le organizzazioni sindacali denunciano l’indisponibilità della parte datoriale, rappresentata da Assofarm, a riconoscere aumenti salariali e miglioramenti normativi in linea con l’aumento del costo della vita e con la crescente complessità del lavoro nelle farmacie, segnato dall’introduzione della “farmacia dei servizi”, da nuove attività e da maggiori responsabilità professionali. Le proposte avanzate negli incontri dell’11 marzo e del 1° aprile sono giudicate insufficienti e lontane dalle richieste contenute nella piattaforma rivendicativa.

Dignità professionale in discussione

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori altamente qualificati che ogni giorno garantiscono un presidio sanitario fondamentale per la cittadinanza – spiegano i sindacati –. Non è accettabile che venga messa in discussione la loro dignità professionale con proposte economiche inadeguate”.

A fronte dello stallo negoziale, è stato proclamato lo stato di agitazione con effetto immediato e richiesta l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della legge 146/90. Un incontro è stato proposto per il 27 aprile alle ore 9, passaggio decisivo per capire se ci saranno margini per riaprire il confronto. “Da qui capiremo se la parte datoriale intende dare risposte concrete – avvertono Filcams, Fisascat e Uiltucs – altrimenti la mobilitazione andrà avanti”.

I contorni “piacentini”

Sul territorio di Piacenza, dove sono attive quattro farmacie comunali – in via Manfredi, corso Europa, Roncaglia e nella nuova sede delle Mose – la vertenza assume contorni ancora più specifici. Le organizzazioni sindacali segnalano infatti il ricorso esteso a collaborazioni con partita Iva per coprire attività ordinarie e continuative.

“Si tratta di una pratica che riteniamo inaccettabile – sottolineano le tre sigle – perché il lavoro autonomo deve essere utilizzato solo quando è realmente tale. Qui invece viene impiegato come strumento di flessibilità impropria, con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro e aumentare gli utili”.

Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, il nodo della stabilizzazione di queste lavoratrici e lavoratori è parte integrante della vertenza e rappresenta una priorità anche a livello locale. “Non si può costruire un servizio pubblico di qualità comprimendo i diritti e precarizzando il lavoro. Le farmacie comunali devono essere un modello, non un luogo dove si aggirano le tutele”.

La mobilitazione, concludono i sindacati, continuerà finché non arriveranno risposte adeguate sul rinnovo del contratto e sulla qualità del lavoro nel settore, a partire proprio dai territori.

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