Fedex-TNT, Regione e sindaco bacchettano l’azienda: “Preavviso di sole 24 ore, decisione che stride con il Patto per il lavoro”. Sindacati: “Scelta gravissima”

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Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica

Convocati dal prefetto Daniela Lupo, si sono tenuti nella mattinata odierna i programmati incontri con le organizzazioni sindacali CISL, UGL e USB, nonché ad un successivo tavolo separato, con SI.COBAS. Hanno partecipato l’assessore regionale allo sviluppo economico, il sindaco e presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, i rappresentanti della filiera datoriale (TNT FEDEX – LINTEL ed ALBA), un rappresentante dell’ITL e il Vice Questore Vicario.

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La TNT ha riferito che l’hub di Piacenza non svolgerà più un ruolo centrale nelle attività distributive: le attività di smistamento pacchi svolte presso questa struttura sono cessate quindi domenica scorsa, a seguito della chiusura del contratto di appalto sul sito.

L’impatto occupazionale, come riferito da Alba s.r.l., che fornisce la manodopera a TNT, riguarda nell’immediato circa 280 lavoratori, per i quali la stessa Alba ha assicurato la massima disponibilità ad un confronto con i sindacati; obiettivo per individuare le soluzioni migliori per i lavoratori con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente, anche in considerazione del cd. blocco dei licenziamenti.

L’Assessore regionale allo sviluppo economico e Patrizia Barbieri hanno stigmatizzato il comportamento della FEDEX TNT che, con decisione unilaterale e con un preavviso di sole 24 ore, lascia il sito di Piacenza non ritenendolo più strategico. Tale decisione stride con gli accordi assunti a livello regionale con il Patto sul lavoro e con le scelte di governance della Regione Emilia Romagna.

FEDEX TNT infatti non ha ritenuto di attivare alcun preventivo percorso di valutazione per la ricerca di soluzioni connesse ad eventuali aspetti di tipo gestionale o produttivo. Pertanto si chiede la disponibilità ad un “tavolo di affidamento”.

La massima coesione sul punto è espressa dalle Istituzioni presenti, mentre il Prefetto ricorda che nessun rapporto possa essere proposto fra le decisioni aziendali e la vicenda giudiziaria che vede coinvolti leader dei SI.COBAS, indagati per fatti che esulano dall’esercizio costituzionalmente garantito dell’attività sindacale.

Al termine di ampia discussione, si è convenuto di approfondire ulteriormente la tematica, anche valutando il coinvolgimento di Enti, in ragione del ruolo del gruppo nel Paese, esprimendo forte preoccupazione per l’impatto che tale decisione potrebbe avere sui 280 lavoratori interessati e sulle loro famiglie.

I sindacati: “Scelta gravissima, immotivata e inaccettabile. Perché questa giravolta in un mese?”

“E’ una scelta gravissima, immotivata e inaccettabile da parte dell’azienda”. Così i segretari di Filt Cgil e Fit Cisl di Piacenza, Floriano Zorzella e Salvatore Buono, a fine incontro in Prefettura a Piacenza, oggi 30 marzo, dove il gruppo Fed-Ex Tnt ha comunicato per la prima volta a parti sociali e istituzioni la volontà di chiusura dello stabilimento di Piacenza.

“Cosa è cambiato nell’ultimo mese? – si chiedono Cgil e Cisl contro l’azienda, e ricordano: “Ci fu un primo incontro il 25 gennaio in Confindustria a Roma e lì l’azienda comunicò che erano 200 gli esuberi in Italia ed esclusivamente nei settori vendite, finanze, assistenza clienti, IT, HR e marketing escludendo quindi un depauperamento occupazionale in produzione ed e-commerce, quindi a Piacenza. Non solo, anche in un incontro di fronte al rappresentante del Governo Italiano, il Prefetto, di fronte a parti sociali e istituzioni l’azienda a febbraio aveva ribadito che nessun posto di lavoro si sarebbe perso a Piacenza ed oggi, invece, comunica una scelta immotivata e inaccettabile. L’azienda ha l’obbligo sociale, morale e sindacale di spiegare la scelta e rispondere alla domanda: perché vuole ridimensionare il sito piacentino? Cosa è successo nell’ultimo mese che ha fatto fare marcia indietro all’azienda in modo così repentino?” chiedono, ancora, i sindacalisti.

“In questa Regione – ricordano – è stato firmato da parti sociali e istituzioni il Patto per il Lavoro, in cui si dice che non si chiudono le aziende così, dalla sera alla mattina. Per questo chiediamo un ulteriore coinvolgimento dei livelli istituzionali, a partire dalla Regione Emilia-Romagna, per far cambiare idea all’azienda. In caso contrario – concludono – se l’azienda mantenesse questa posizione valuteremo tutte le iniziative possibili a tutela dei lavoratori, del territorio e del sindacato”.

USB: “La TNT risponde allo sciopero con la serrata, se il facchino protesta il padrone chiude il magazzino”

Le dichiarazioni della TNT circa l’inaffidabilita’ e la “non centralità” del magazzino piacentino nelle strategie industriali della multinazionale olandese hanno tutto il sapore di una ritorsione e di una intimidazione nei confronti dei lavoratori che hanno osato scioperare.

È questa la convinzione che USB ha rappresentato alla Prefettura di Piacenza nell’incontro tenutosi per discutere del destino di 280 facchini (che con i nuclei famigliari assommano a circa 1.000 persone)  che FedEx/TNT vuol buttare in mezzo ad una strada.

La multinazionale della logistica afferma di voler consolidare la propria presenza sul territorio nazionale andando ad aprire nuovi magazzini o potenziandone altri penalizzando però una provincia come Piacenza che nella logistica ha una collocazione geografica di assoluta importanza.

Il magazzino piacentino non solo ha una posizione baricentrica rispetto le rotte di movimentazione delle merci, ma ha pure dotazioni, quali il “sorter” e le rulliere che sono in grado di smistare oltre 200.000 (duecentomila) colli al giorno. La scelta di chiudere l’impianto prevedendo per i lavoratori la cassa integrazione risulta pertanto strumentale ed artificiosa, tutta indirizzata ad utilizzare lo spauracchio dei licenziamenti per poter affermare un dominio autoritario sui lavoratori ed annichilire qualunque loro richiesta di miglioramento delle condizioni di lavoro e sicurezza.

USB richiede con fermezza che si ripristini un terreno di confronto serio e veritiero, che il magazzino riapra immediatamente.

Nella pandemia la logistica è l’unico settore che ha avuto un incremento a due cifre (+30%); i lauti profitti dei providers devono avere una ricaduta anche sui lavoratori che li hanno prodotti anziché essere accaparrati e gelosamente conservati col ricatto e le intimidazioni.

In questo quadro le istituzioni territoriali, regionali e nazionali non possono accettare senza reagire l’arroganza di Fedex-TNT. USB chiederà l’apertura di un tavolo di crisi al MISE per garantire stabilità occupazionale.

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