“Morte al fascio”, scritte sui muri dell’Infrangibile. Foti (FdI) si rivolge al ministero

“Ti ricordi quel 10 febbraio?”, “Eroina, caramba e polizia vi spazzeremo via”, “10, 100, 1000 Sergio Ramelli” e la sigla B.R. che riporta alle Brigate Rosse. Sono le scritte comparse in zona Infrangibile, tracciate con lo spray nero su una parete. Scritte finite tra i banchi del Parlamento; Tommaso Foti, esponente di Fratelli d’Italia ha infatti presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno per denunciare quella che definisce una sistematica esaltazione dell’odio politico all’Infrangibile.

L’esponenente di Fratelli d’Italia ricorda che già nel mese di giugno aveva denunciato al Ministro dell’Interno ‎”la grave situazione di intolleranza politica nella zona; imputabile ad esponenti della sinistra extraparlamentare, autori tra l’altro, di una grave forma di intimidazione in occasione della prima riunione pubblica del Comitato Infrangibile Sicuro; nonché autori di minacciose scritte murali nei confronti del suo presidente”.

Secondo Foti la situazione è “progressivamente peggiorata rapidamente e nel mirino sono finiti alcuni abitanti della zona iscritti o simpatizzanti di Fratelli d’Italia. In più occasioni, ignoti hanno lordato con scritte e volantini minacciosi anche la porta esterna della segreteria parlamentare”.

Il parlamentare di Fratelli d’Italia denuncia “l’ennesima comparsa di scritte murali minacciose nei confronti di “fascisti, poliziotti e caramba”, oltre alla rituale “10,100, 1000 Ramelli”, vera e propria manifestazione di istigazione a delinquere, oltre che forma di esaltazione di uno dei più orrendi crimini politici perpetrato nel 1975 nei confronti di un inerme giovane militante del Movimento Sociale Italiano”.

L’interrogazione al ministro dell’Interno

In relazione a quanto denunciato, Foti chiede in primo luogo “se il Ministro dell’Interno intenda sollecitare approfondite e immediate indagini. Indagini per scoprire gli autori di dette illecite scritte; non dovrebbe apparire neppure troppo difficile; sulle pagine Facebook di molti esponenti della sinistra piacentina, infatti, dette violente esibizioni sono oggetto di esaltazione e rivendicazione.

Il parlamentare di Fratelli d’Italia  infine, anche con riferimento ai citati fatti dello scorso giugno, chiede al Ministro di conoscere “quali iniziative di competenza‎ siano state assunte per prevenire e contrastare dette forme di violenza. Forme praticate in vario modo da parte di soggetti che, anche attraverso l’utilizzo dei social, pubblicamente esaltano il ricorso alla violenza come metodo di lotta politica”.