Spaccio in Val d’Arda, due fratelli in manette: un giro d’affari da 90 mila euro l’anno

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Spaccio in Val d’Arda, due fratelli in manette: un giro d’affari da 90 mila euro l’anno.

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Nelle prime ore del mattino del 15 settembre, su richiesta della Procura della Repubblica di Piacenza, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagniadi Fiorenzuola, hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal GIP del Tribunale di Piacenza nei confronti di due persone indagate per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

L’indagine, condotta dai militari della Compagnia di Fiorenzuola e coordinata dalla Procura della Repubblica di Piacenza, è iniziata dal sequestro di un modesto quantitativo di cocaina. I fatti sono avvenuti nel corso di un controllo alla circolazione stradale. Un tossicodipendente era in possesso di un quantitativo di cocaina appena acquistata.

La sua testimonianza, le attività tecniche eseguite e le successive testimonianze di altri numerosi acquirenti hanno consentito di identificare due fratelli, di 32 e 26 anni, nati in Albania, domiciliati in Salsomaggiore Terme (PR); tra gennaio 2019 e gennaio 2020, avevano gestito un’attività di spaccio di cocaina nella Val d’Arda.

Lo spaccio della sostanza stupefacente era sistematico e quasi giornaliero. I due fratelli, infatti, dopo aver in precedenza preso accordi telefonici con i clienti, li incontravano in luoghi isolati; quasi sempre però nella zona tra Alseno e la frazione di Castelnuovo Fogliani.

Le indagini hanno permesso di appurare che i due spacciatori, entrambi disoccupati, traevano sostentamento esclusivamente dall’attività di spaccio. I due, nel giro di un anno si potrebbero essere assicurati profitti per almeno 90.000 euro.

Ieri mattina, durante la perquisizione domiciliare eseguita, ai due fratelli hanno sequestrato tre telefoni cellulari, usati presumibilmente per contattare gli acquirenti. Sotto sequestro più di 4.000 euro in contanti provento dell’attività di spaccio.

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