L’Ugl invia alla società partecipata Farmacie Comunali di Piacenza il preavviso di stato di agitazione.
“Dopo l’assemblea con i lavoratori di venerdì scorso, conclusasi a tarda ora, preso atto della situazione di stallo, delle voci ricorrenti di un cambio della parte privata della società e dell’incombere del periodo estivo che si preannuncia ancor più ingestibile dell’attuale stato di perenne emergenza, secondo i lavoratori riuniti in assemblea, UGL Terziario ha inviato un preavviso di stato di agitazione (prodromo all’avvio della procedura prevista per legge) che vi preghiamo di diffondere nel dettaglio ed ha scandito i tempi e le azioni per evitare che la fase conflittuale venga messa in pratica”.
LA NOTA DELL’UGL
La gestione delle Farmacie Comunali di Piacenza presenta urgenze non più sostenibili né rinviabili e le notizie circolate in merito ad una modifica della proprietà alimentano le già forti preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
E’ pertanto non tollerabile l’assenza di informazioni né l’attesa delle stesse. L’organico delle farmacie, come già più volte comunicato ed argomentato, necessita di almeno 7 Farmacisti per garantire il presidio minimo. Attualmente l’impiego di professionisti con partita iva al posto dei lavoratori dipendenti raggiunge proporzioni che si avvicinano talvolta al 50% del personale impiegato ed ultimamente si è arrivati addirittura a ricorrere ad agenzie che forniscono professionisti a chiamata.
Nel contempo la discussione per un premio di risultato per lavoratrici e lavoratori infruttuoso per il 2025 (e sostituito con un benefit a pioggia) pare arenato anche per il 2026 sui fondali di una scarsa attenzione alle risorse umane che sono al centro di un’attività ad alto contenuto professionale quale quella della Farmacie e sottoposte ad un carico di lavoro ed uno stress elevatissimo da ormai moltissimi mesi. Le prospettive per la prossima estate, considerando il piano ferie approvato (e ci mancherebbe….), lo scarso organico e la legittima non programmabilità dei professionisti con partita iva, sono drammatiche.
I lavoratori rischiano di veder suddiviso il periodo estivo in un breve periodo di ferie ed un lungo lasso di tempo con turni non sostenibili sul piano della turnazione e dei carichi di lavoro.
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