“È paradossale leggere oggi le critiche della maggioranza sulla presunta assenza della minoranza dall’aula durante il cosiddetto “percorso partecipato”. Paradossale, perché arrivano da chi dimostra una memoria molto selettiva e pratica una doppia morale evidente: da una parte pretende di dare lezioni di responsabilità istituzionale, dall’altra dimentica comodamente i propri comportamenti”.
“Il 3 giugno 2024, mentre in aula si discuteva concretamente di Piazza Cittadella, la maggioranza — quella che governa la città — ha scelto di alzarsi e abbandonare i lavori, facendo deliberatamente mancare il numero legale e impedendo la prosecuzione del Consiglio comunale”.
Inizia così la nota di Fratelli d’Italia dopo l’abbandono del consiglio comunale di lunedì scorso. Un gesto per esprimere la propria contrarietà alla trattazione del tema Piazza Cittadella, nella fattispecie il percorso partecipato.
LA NOTA DI FRATELLI D’ITALIA
Un atto grave, che non solo ha bloccato il confronto, ma ha interrotto i lavori consiliari e impedito che il Consiglio potesse proseguire regolarmente.
Oggi, invece, si tenta di attaccare la minoranza per una scelta politica che non ha impedito alcun lavoro, non ha bloccato alcuna seduta e non ha ostacolato il funzionamento del Consiglio, ma si è limitata a non partecipare a una discussione priva di presupposti concreti su un’area che il Comune non ha nemmeno nella propria disponibilità.
E soprattutto, una scelta che risponde a un principio politico chiaro: non legittimare un percorso presentato come “partecipato” ma costruito su basi inesistenti e su una discussione priva di reale oggetto, visto che l’area non è nella disponibilità dell’Ente.
Ed è proprio qui che emerge la memoria corta e la doppia morale della maggioranza: chi oggi pretende di dare lezioni, ieri ha impedito il normale svolgimento del confronto in aula. Due pesi e due misure che non accettiamo. Non prendiamo lezioni da chi si atteggia a paladino della responsabilità istituzionale solo a giorni alterni, da chi si atteggia a difensore della partecipazione e del confronto, ma che nei fatti ha più volte dimostrato di non tollerare il dissenso quando questo diventa concreto.
Si ricordi anche che, nel tempo, la stessa maggioranza ha più volte negato la convocazione di commissioni e consigli richiesti dalle opposizioni, ha impedito in più occasioni di ascoltare i revisori dei conti su una vicenda così delicata, ha disertato momenti istituzionali cruciali e, in almeno un caso, ha persino impedito ai tecnici di intervenire, sostituendosi di fatto a loro.
Colpisce, inoltre, che per attaccare Fratelli d’Italia la maggioranza abbia sentito il bisogno di produrre addirittura tre comunicati, peraltro tutti identici nei contenuti e confusi nelle motivazioni. Un eccesso comunicativo che tradisce più nervosismo che unità, e soprattutto una difficoltà evidente ad entrare davvero nel merito.
Ed è proprio sul merito che, a differenza di quanto sostenuto, Fratelli d’Italia c’è sempre stata.
Dal 2023 il gruppo consiliare ha portato proposte, sollevato criticità e lanciato avvertimenti puntuali proprio su Piazza Cittadella. È lo stesso gruppo che ha denunciato la presenza di una fideiussione falsa e che ha segnalato l’avvio della procedura di interdittiva nei confronti del concessionario.
In entrambi i casi, la maggioranza ha scelto di deridere e minimizzare. In entrambi i casi, i fatti hanno poi confermato la fondatezza di quelle segnalazioni.
E ancora: Fratelli d’Italia ha indicato soluzioni concrete per i parcheggi in aera nord, come l’acquisizione dell’area dell’ex Silos di via X Giugno quando ancora era possibile. Anche in quel caso, nessun ascolto: un’occasione persa che oggi pesa.
Il punto, quindi, non è mai stato il presunto “silenzio” dell’opposizione, ma piuttosto il sistematico rifiuto del confronto da parte dell’Amministrazione, soprattutto quando le questioni diventavano scomode.
Questi non sono giudizi: sono fatti, facilmente verificabili.
La verità è che il confronto non è mai stato cercato dalla maggioranza, ma accuratamente evitato. Una chiusura politica totale, non solo verso le opposizioni, ma soprattutto verso i cittadini.
Ed è probabilmente per questo che la “partecipazione” oggi tanto sbandierata si è rivelata un fallimento: pochissimi cittadini hanno preso parte al percorso. Perché quando la partecipazione è solo formale, i cittadini se ne accorgono.
L’uscita dall’aula da parte del gruppo di Fratelli d’Italia risponde a un motivo chiaro, semplice e politico: non avallare una discussione sul nulla.
Oggi questa maggioranza chiede di progettare il futuro di Piazza Cittadella senza avere la disponibilità dell’area e impegnando risorse pubbliche su un progetto che potrebbe non vedere mai la luce, nel pieno di un contenzioso giudiziario ancora aperto.
Questo non è confronto. È irresponsabilità travestita da partecipazione.
Oggi come ieri, il problema non è chi esce dall’aula.
Il problema è chi, per anni, ha fatto finta di non vedere.
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