Presentata una nuova interrogazione in Regione. “Non basta contare gli episodi: bisogna impedire che accadano”
«L’aggressione avvenuta a Piacenza ai danni di un verificatore del trasporto pubblico locale dimostra che il problema non è affatto risolto e che la sicurezza del personale continua a rappresentare una priorità assoluta».
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha depositato una nuova interrogazione per chiedere alla Giunta regionale quali risultati abbiano prodotto le misure di prevenzione e sicurezza già annunciate negli scorsi mesi.
«Negli ultimi mesi abbiamo presentato interrogazioni, ottenuto dati ufficiali, chiesto uniformità nella raccolta delle informazioni e richiesto l’audizione dei vertici delle aziende di trasporto. Oggi però ci troviamo ancora a commentare l’ennesimo lavoratore aggredito mentre svolge semplicemente il proprio dovere».
Tagliaferri ricorda che dai dati ufficiali forniti alla Regione risultano sette aggressioni nel solo bacino di Piacenza nel triennio 2023-2025.
«Dietro ogni numero c’è una persona che sale su un autobus per lavorare e che ha il diritto di tornare a casa in sicurezza. Non possiamo accettare che autisti e verificatori siano costretti a lavorare in condizioni che molti ormai descrivono come una vera e propria trincea quotidiana».
Per il consigliere di Fratelli d’Italia è ora necessario passare dalla fase del monitoraggio a quella delle verifiche operative.
«Vogliamo sapere se bodycam, videosorveglianza, protocolli e attività formative stanno realmente producendo risultati. Se funzionano vanno rafforzati. Se non bastano occorre intervenire rapidamente con strumenti ulteriori, in raccordo con Prefettura e Forze dell’Ordine».
«La sicurezza del trasporto pubblico non riguarda soltanto i lavoratori. Riguarda anche anziani, studenti, famiglie e cittadini che ogni giorno utilizzano autobus e corriere. Per questo continueremo a chiedere trasparenza, dati aggiornati e soprattutto interventi concreti. Perché le aggressioni non possono diventare un fatto ordinario da registrare nelle statistiche».
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